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La nuova edizione di Eduscopio

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Eduscopio 2020-2021
Anche quest'anno, per aiutare le famiglie e gli studenti delle classi terze, che tra poco dovranno decidere quale scuola scegliere per il prosieguo degli studi secondari, la Fondazione Agnelli ha reso disponibile il suo motore di ricerca Eduscopio, con i dati aggiornati sulle scuole superiori che meglio preparano agli studi universitari o al lavoro dopo il diploma.
Si tratta della VII edizione del portale che offre gratuitamente agli studenti e alle loro famiglie informazioni oggettive e comparabili sulla qualità dei percorsi di istruzione secondaria di II grado di tutta Italia: una risorsa preziosa nel momento della scelta della scuola superiore da frequentare dopo le medie.
Per la nuova edizione di Eduscopio, i ricercatori della Fondazione Agnelli guidati da Martino Bernardi hanno analizzato i dati di circa 1.275.000 diplomati italiani in tre successivi anni scolastici (a.s. 2014/15, 2015/16 e 2016/17) in circa 7.400 indirizzi di studio nelle scuole secondarie di II grado statali e paritarie.
Sono ormai consolidati i risultati dei Licei scientifici delle Scienze Applicate scorporati da quelli dei Licei scientifici tradizionali, come anche quelli dei Licei delle scienze umane - Opzione Economico Sociale scorporati da quelli degli altri Licei delle Scienze Umane.
Torna anche l'indicatore Percentuale di diplomati in regola che ci dice, per ogni scuola, quanti studenti iscritti al primo anno hanno raggiunto senza bocciature il diploma 5 anni dopo. Se la percentuale è alta, la scuola è molto inclusiva e si impegna a portare avanti il maggiore numero di studenti, senza praticare una severa politica di scrematura: così gli studenti hanno percorsi più regolari. Se è basso, la scuola è molto selettiva e gli studenti sono incappati in bocciature e/o hanno abbandonato l’istituto.
L’analisi condotta per il terzo anno su tale percentuale conferma il fatto che non vi sia alcuna relazione sistematica positiva tra selettività in itinere delle scuole superiori e risultati universitari dei loro diplomati, semmai il contrario: in media, sono gli studenti che provengono dalle scuole che non praticano una severa politica di scrematura quelli che ottengono in risultati migliori una volta all’università, a conferma che efficacia formativa ed equità possono andare di pari passo.