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Aggiornato: 59 min 26 sec fa

Alla prova della libertà

2 ore 5 min fa
Si dice che con il 1989 sono finite le ideologie. Ma non è così. Siamo pieni di ideologie. Il sovranismo è la controideologia del cosmopolitismo. Il populismo è la controideologia dell’elitismo. Il fondamentalismo è la controideologia del nichilismo. Ci troviamo di fronte a un movimento storico reattivo rispetto a un modello socio-economico che con la crisi del 2008 ha mostrato tutti i suoi limiti. Un modello che non solo non si può più aggiustare, ma che non è poi nemmeno troppo desiderabile.
In genere gli ultimi a riconoscere che un mondo non si regge più sono le classi dirigenti, fatalmente lontane dalla realtà. E così rischia di accadere oggi. Occorre cambiare paradigma. Evitando di essere gli ultimi difensori di un modello in via di disgregazione. E questa lunga crisi ci consegna almeno tre lezioni.
In primo luogo, conta la crescita ma conta anche chi siamo e dove andiamo. Cioè ciò che vogliamo essere e diventare nel mondo. L’identità può essere tradotta nel linguaggio della chiusura, dell’esclusione, della contrapposizione. Ma l’identità è prima di tutto una tensione, un desiderio, un dinamismo. Un senso. Sì, abbiamo bisogno di sapere chi siamo e cosa stiamo facendo. Dove stiamo andando. A chi parla dell’identità chiusa occorre rispondere con una idea di identità aperta, cioè vitale proprio perché capace di stare in dialogo con la realtà.
Una identità che esiste proprio in rapporto alle risposte che sa dare alle sfide del tempo. Non perdiamo la nostra identità a causa dell’arrivo dei migranti. Ma la possiamo rivitalizzare attraverso il modo in cui sapremo dare risposta a questa grande questione storica. Allo stesso tempo, la nostra identità si misura oggi con la sfida ambientale: come non capire che "chi siamo" dipende proprio dal come rispondiamo alla pesante eredità di un modello che distrugge il mondo e la persona?
In secondo luogo, il modello della crescita illimitata, della performance, della accelerazione produce scarti. Persone abbandonate al loro destino, interi territori esclusi dallo sviluppo, l’ambiente ridotto a discarica. La tesi secondo la quale aumentando la torta avremo più da dividere (il "partito del Pil") non è vera. La dimensione della torta conta e ci interessa. Ma conta soprattutto come è fatta, gli ingredienti usati, il come è trattato chi la fa. Come la si divide. Se e buona o cattiva. Come la si mangia insieme. Per una torta buona, occorre seguire un principio fondamentale: il criterio dell’avanzare è quello del più fragile che non va lasciato solo. Il popolo o è una carovana solidale o diventa una folla iraconda. Come vediamo con grande chiarezza nell’Italia e nell’Europa di oggi.
Infine, scienza, tecnica, progresso, crescita sono valori positivi. Ma non assoluti. E da soli non bastano. Servono anche umanità, solidarietà, giustizia, bellezza. La libertà non è un diritto individuale, ma un progetto comune. Una tensione da condividere. Mai pienamente raggiunta né raggiungibile. All’inizio del XXI secolo, occorre andare oltre il consumerismo, anche dei diritti. Imparando che la libertà ha a che fare con la responsabilità di ciò che 'portiamo a essere'. In relazione alle interpellazioni che sollecitano la nostra intelligenza e la nostra umanità. Superando l’autismo dell’io monade e l’autoreferenzialità dei sistemi tecnici. Dobbiamo imparare che la libertà è relazione.
Che è generativa. Per questo, se non vogliamo che ci sia l’odio al centro del prossimo decennio, dobbiamo parlare di una la libertà che si prenda cura. Delle persone, dei territori, dell’ambiente. Tutto ciò significa che al cuore di questa lunga transizione c’è l’idea di libertà. La parabola cominciata con gli anni 60 del Novecento volge al suo declino.
O la libertà è capace di fare un passo avanti o è destinata a collassare. Tornano in mente le parole di Nelson Mandela alla conclusione della sua autobiografia: «Non abbiamo compiuto l’ultimo passo del nostro cammino, ma solo il primo su una strada che sarà ancora più lunga e più difficile; perché la libertà non è soltanto spezzare le proprie catene, ma anche vivere in modo da rispettare e accrescere la libertà degli altri. La nostra fede nella libertà deve essere ancora provata».
Ecco, anche noi siamo qui. Inutile nasconderselo: al fondo di questa crisi c’è una questione che è antropologica e spirituale. Se non se ne riconosce la portata, le controideologie rancorose prevarranno.

Assistenti amministrativi facenti funzione di DSGA, mercoledì 20 novembre presidio a piazza Montecitorio

4 ore 40 min fa
Culmineranno con un presidio a Roma, in piazza Montecitorio, le iniziative indette dai cinque maggiori sindacati del comparto istruzione e ricerca per chiedere che l'esperienza di lavoro maturata dagli assistenti amministrativi facenti funzione di DSGA trovi il giusto riconoscimento nella procedura straordinaria di assunzione prevista dal DL 126/2019, eliminando il vincolo del possesso della laurea come titolo obbligatorio di accesso. Il presidio, in programma per le 15,30, conclude la serie di quattro assemblee interregionali che si sono svolte nei giorni scorsi a Milano, Napoli, Bologna e a Roma il giorno stesso del presidio.
Al presidio saranno presenti anche i partecipanti ai direttivi unitari di Flc CGIL, CISL FSUR, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams in programma nella mattinata al teatro Quirino di Roma.

Investimenti per istruzione e ricerca e risorse per il contratto. Il 20 novembre riunione dei direttivi unitari al Quirino di Roma

Lun, 18/11/2019 - 10:05
Investimenti veri da destinare all’istruzione e alla ricerca nella legge di Bilancio, a partire dalle risorse per il contratto: questo l’obiettivo principale dell’iniziativa che mercoledì 20 novembre al teatro Quirino di Roma vedrà riuniti i direttivi unitari di Flc CGIL, CISL FSUR, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams.
L’assemblea, in programma a partire dalle ore 10, prevede interventi dei delegati e dei segretari generali delle cinque organizzazioni che esamineranno anche le questioni oggetto del decreto 126/2019, in via di conversione, e della legge di bilancio per il 2020. Nel pomeriggio i componenti dei direttivi prenderanno parte al presidio del personale ATA e in particolare degli assistenti amministrativi facenti funzione, in programma davanti a Montecitorio.
Con l’iniziativa del 20 novembre prosegue, dunque, la mobilitazione avviata dalle cinque maggiori organizzazioni sindacali del comparto istruzione e ricerca promotrici la scorsa settimana del sit-in sui temi del reclutamento e del precariato. Roma, 18 novembre 2019

Il CSPI su "integrazione 1ª prova scritta esami Stato" e "stabilizzazione ex LSU"

Ven, 15/11/2019 - 19:21
Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, nell’adunanza plenaria svoltasi mercoledì scorso, 13 novembre, ha espresso due pareri: 1) sullo “Schema di decreto recante integrazione del quadro di riferimento della prima prova scritta dell’esame di Stato, a.s. 2019/20”; 2) sullo "Schema di decreto interministeriale volto a definire modalità e termini di partecipazione alla procedura per l'assunzione nel ruolo di collaboratori scolastici del personale dipendente dalle imprese di pulizia dell'art. 1, comma 760, L. n. 145/2018” (stabilizzazione personale ex LSU).
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Integrazione “quadro di riferimento” della 1ª prova scritta dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione (il CSPI, all’unanimità, ha espresso parere positivo, con l’auspicio che siano considerati le proposte di modifica formulate e i suggerimenti proposti) Il CSPI, in premessa di parere:
  • valuta positivamente l’attenzione che l’Amministrazione ha ritenuto opportuno attribuire alla Storia all’interno dell’esame di Stato;
  • apprezza la volontà di mettere in primo piano la riflessione storica, fondamentale riferimento per comprendere gli avvenimenti e per delineare i contesti nei quali possono essere trattate le tematiche poste nelle tracce, in particolare quelle indicate nella "Tipologia B";
  • propone di inserire una quarta traccia di “Ambito storico” aggiuntiva rispetto alle tre già previste per detta tipologia, lasciando inalterato il numero delle tracce delle tipologie “A” e “C”. Ciò al fine di evitare il rischio di snaturare l’impianto strutturale dei “Quadri di riferimento” per la redazione e lo svolgimento della prima prova scritta e di limitare la possibilità di avere proposte alternative in soli altri due ambiti culturali per quanto riguarda la “Tipologia B”;
  • chiede di non limitare la scelta del testo letterario “al periodo che va dall’Unità a oggi”, per evitare di escludere autori e opere di importanza fondamentale nel panorama letterario italiano, nonché oggetto di studio e approfondimento, coerentemente con quanto previsto dalle Indicazioni Nazionali e dalle Linee Guida.
Il Consiglio Superiore, dall’analisi del testo, puntualizza poi alcune richieste di modifica e raccomanda di tenere conto delle esperienze maturate nello scorso anno scolastico e dei suggerimenti emersi dalle relazioni finali dei Presidenti delle commissioni di esame, sia nella predisposizione dei materiali a supporto delle prove sia nelle indicazioni dell’annuale Ordinanza.                                                                                    * * *
Procedura di stabilizzazione personale ex LSU (il CSPI, a maggioranza, 2 astenuti, ha espresso parere favorevole a condizione che siano accolte le richieste avanzate) Il CSPI, in premessa, valuta positivamente il provvedimento di assunzione a tempo indeterminato del personale in questione, misura da lungo tempo attesa, anche ai fini di una migliore organizzazione del servizio scolastico. Il CSPI, nel merito del testo del decreto, avanza poi osservazioni e richieste.
  • Il numero delle unità organiche da assumere (11.263) risulta ridotto (di 244 unità) rispetto al numero dei posti effettivamente accantonati per la terziarizzazione dei servizi così come indicato nella “Tabella E” del Decreto Ministeriale relativo agli organici ATA per l’a.s. 2019/20: il CSPI chiede che le assunzioni a tempo indeterminato siano effettuate nel numero dei posti effettivamente accantonati, ovvero 11.507, specificando, altresì, che il numero dei posti messi a bando, sia a tempo pieno che a tempo parziale, integri nella sua interezza la risorsa finanziaria messa a disposizione dalla legge.
  • Le modalità di assunzione basate sullo scorrimento delle graduatorie provinciali dei candidati nelle quali devono essere utilmente collocati, non garantiscono equità e giustizia. Il CSPI ne chiede la modifica nel senso di prevedere una graduatoria di priorità nelle convocazioni per la scelta del posto fra quanti sono utilmente collocati in graduatoria generale, in favore di coloro che attualmente godono di un rapporto di lavoro a tempo pieno. A questo proposito, attraverso l’emanazione di una norma specifica, limitata alla presente procedura assunzionale, il punteggio di servizio maturato deve essere commisurato al numero delle ore di servizio annualmente prestate. Questo onde evitare che vi sia del personale che vada incontro ad una riduzione di stipendio passando dal rapporto di lavoro a tempo pieno a quello parziale.
  • Il CSPI, sottolineando che occorre prendere in considerazione la possibilità che si verifichi un esubero di personale in ambito provinciale, suggerisce la previsione di una sequenza negoziale specifica di livello regionale che regoli la mobilità interprovinciale in ambito regionale finalizzata all’assorbimento di detto eventuale esubero provinciale in favore di province che abbiano fatto registrare una carenza del personale beneficiario.
  • Alcuni lavoratori, pur nell’ambito di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, hanno dovuto subire interruzioni di servizio imposte da parte del datore di lavoro. Il CSPI, al fine di evitare fraintendimenti circa il computo dei servizi prestati valutabili, ritiene opportuno aggiungere, nello specifico articolo del decreto, la locuzione «senza tener conto di eventuali sospensioni del lavoro».
Il CSPI inoltre
  • fa richiesta di eliminare il cenno ad una “prova” selettiva, non contemplata nel decreto;
  • chiede che possano partecipare al concorso con la riserva dell’acquisizione del titolo entro la data di compilazione delle graduatorie di merito anche quei lavoratori che, nel frattempo, stanno conseguendo il titolo di studio richiesto;
  • auspica, nell’eventualità che i lavoratori utilmente collocati in graduatoria siano in numero inferiore al numero dei posti attivabili, che sia possibile la trasformazione dei contratti a tempo parziale in contratti a tempo pieno, fino alla capienza della risorsa finanziaria disponibile;
  • ritiene necessario che l'Amministrazione si impegni a prevedere nel periodo di prova del personale in oggetto un’attività di formazione relativa al profilo professionale coperto.
Il CSPI, infine, nel trasmettere il parere all’Ufficio Gabinetto del Miur:
  • propone al Sig. Ministro, considerati la complessità dell’operazione e gli effetti che questa produrrà in termini occupazionali, di farsi promotore dell’apertura di un "tavolo interistituzionale". Il grande impatto sociale che deriva da tale operazione, infatti, richiede di trovare adeguate soluzioni al fine di mantenere i livelli occupazionali e la continuità di reddito di tutti i lavoratori coinvolti;
  • ritiene utile che l’Amministrazione, stante l'assoluta novità e complessità della norma e delle procedure, predisponga specifiche "schede esplicative di lettura" al fine di agevolare il personale coinvolto.

Iscrizioni alunni per l'a.s. 2020/21, emanate le annuali disposizioni ministeriali

Ven, 15/11/2019 - 16:47
È stata emanata, dopo lo specifico incontro di informativa alle organizzazioni sindacali, la nota ministeriale prot. n. 22994 del 13.11.2019 riguardante le “Iscrizioni alle scuole dell’infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2020/21”, corredata dei relativi allegati. Il provvedimento regolamenta, come di consueto, le procedure di iscrizione:
  • alle sezioni di scuola dell’infanzia
  • alle prime classi di scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado
  • alle prime classi dei percorsi di istruzione e formazione professionale
  • alle classi terze dei licei artistici e degli istituti tecnici
  • ad alcuni percorsi di specializzazione (enotecnico)
All’iscrizione alle classi successive e a quelle degli alunni ripetenti, come ricorda espressamente la circolare, provvedono d’ufficio le singole istituzioni scolastiche. Scadenze Le domande potranno essere presentate dalle ore 8:00 del 7 gennaio alle ore 20:00 del 31 gennaio 2020, ad eccezione di quelle relative all’iscrizione ai corsi di istruzione per adulti (CPIA), per le quali sarà successivamente emanata una specifica nota. Le iscrizioni alle sezioni di scuola dell’infanzia avverranno utilizzando come di consueto il modello cartaceo, mentre per le prime classi degli altri gradi di scuola le iscrizioni avverranno con procedura on-line (esclusi alcuni casi particolari, indicati puntualmente nella circolare). Dal 27 dicembre sarà possibile per i genitori accedere alla procedura di registrazione al sistema Polis per ottenere le credenziali di accesso alle iscrizioni. Le scuole sono tenute a offrire un supporto alle famiglie prive di strumenti informatici. Aspetti di particolare rilievo
  • Per consentire ai genitori una scelta informata e consapevole, ogni scuola potrà predisporre un proprio modello di iscrizione (nel quale riportare eventuali informazioni aggiuntive), utilizzando l’apposita funzionalità disponibile sul portale SIDI.
  • Relativamente ai dati informativi richiesti alle famiglie, la circolare richiama tutte le disposizioni vigenti in materia di trattamento dei dati come previsto dalle disposizioni sulla Privacy.
  • Si fa espresso riferimento agli adempimenti in materia di obblighi vaccinali e alle procedure semplificate previste dalla legge 119/2017.
  • Circa la scuola secondaria superiore la nota ministeriale detta specifiche disposizioni relative alle iscrizioni ad indirizzi particolari: alla prima classe dei licei musicali e coreutici (per la cui ammissione è richiesto il superamento di prove attitudinali); alle sezioni a indirizzo sportivo dei licei scientifici; alla prima classe dei “percorsi quadriennali”; alla terza classe dei licei artistici; alla terza classe degli istituti tecnici; alla prima classe degli istituti professionali (di cui si ricordano le indicazioni sui profili d’uscita degli indirizzi di studio così come previsto dallo specifico DM 92/2018; alla terza classe degli istituti professionali; ai percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP).
Indicazioni varie La nota 22994, altresì
  • conferma le regole per la scelta di avvalersi o meno dell’insegnamento della Religione Cattolica;
  • ricorda il carattere assolutamente volontario di eventuali contributi economici richiesti alle famiglie, ferma restando invece l’obbligatorietà del pagamento delle tasse scolastiche (con l’eccezione dei casi di esonero);
  • richiama l’obbligo del dirigente scolastico, in caso di eccedenza di iscrizioni, di rendere pubblici i criteri di precedenza per l’accoglimento delle domande, deliberati dal Consiglio di Istituto, fornendo contemporaneamente, al riguardo, una serie di indicazioni e raccomandazioni;
  • ricorda gli adempimenti dei genitori e degli esercenti la responsabilità genitoriale.

Solidarietà alla città di Venezia, dal personale delle scuole una grande testimonianza di responsabilità

Ven, 15/11/2019 - 12:30
L’emergenza che Venezia sta vivendo da giorni è di portata drammatica, per l’intensità dei fenomeni che si stanno abbattendo sulla laguna con danni incalcolabili per le cose e per le persone. Vicinanza e solidarietà della CISL Scuola agli abitanti di una città così amata nel mondo, così come siamo vicini a tutte le popolazioni colpite nei giorni scorsi in altre parti d’ Italia da un’ondata eccezionale di maltempo, segno inquietante della necessità di recuperare rapidamente la dovuta attenzione ai temi della cura e della salvaguardia dell’ambiente, una responsabilità che tocca tutti e ciascuno, chi governa e amministra il bene pubblico e singolarmente ogni persona, chiamata a comportamenti improntati a rispetto e tutela di quel fondamentale bene comune che è l’ambiente.
Una grande, straordinaria prova di responsabilità e di generosità la sta dando in queste ore, a Venezia, il personale delle scuole costrette alla chiusura per ragioni di sicurezza e che si sta facendo carico, in molti casi, di mettere in salvo quanto più possibile arredi e attrezzature. È difficile capire come e quando le strutture scolastiche potranno tornare a normale agibilità, pronte non solo a ospitare, ma a garantire la dovuta sicurezza a chi le frequenta come studente o come lavoratore.
L’augurio è che la città possa rivedere quanto prima in attività tutte le sue scuole, che ne rappresentano, qui come in ogni territorio, punti vitali e presidio educativo irrinunciabile, specie in realtà uniche come Venezia, anche per conservare e tramandare la propria identità. Ma intanto quello che sta facendo il personale, con un lavoro di cui sarà doveroso tenere conto, è una testimonianza che vale più di tante parole per dire quanto la scuola sia importante per un territorio e come scuola e territorio possano essere abitati e vissuti in chiave di vera, attiva e solidale comunità.
Roma, 15 novembre 2019 Maddalena Gissi, segretaria generale CISL Scuola

Legge di bilancio per il 2020: cosa manca, cosa chiediamo. In un documento le osservazioni e le proposte della CISL Scuola

Gio, 14/11/2019 - 17:00
L’esame della legge di bilancio per il 2020 ha preso avvio da pochi giorni in Senato, presso la 5° Commissione (Bilancio - A.S. 1586). Si apre una fase nella quale, come di consueto, alla discussione si accompagna la messa a punto di proposte emendative, di cui è facile prevedere un numero piuttosto elevato, favorito anche dagli evidenti fattori di instabilità da cui è segnato l’attuale quadro politico.
La CISL Scuola, con riferimento ai contenuti di più diretta pertinenza al proprio ambito di azione sindacale, ha condotto un’analisi del testo in discussione, alla luce degli obiettivi che con la propria iniziativa è impegnata a perseguire nell’immediato e in prospettiva.
In quest’ottica vengono formulate in un documento curato dalla segreteria nazionale osservazioni, valutazioni e proposte, su cui la CISL Scuola richiama l’attenzione dei decisori politici, sollecitandoli a tradurle, nell’esercizio delle proprie responsabilità e competenze, in puntuali richieste di emendamento. 

Legge di bilancio, mancano risorse per istruzione, università e ricerca. Sindacati pronti a mobilitarsi

Mer, 13/11/2019 - 18:19
Si è svolto oggi al MIUR un incontro fra il ministro Lorenzo Fioramonti e i segretari generali dei cinque sindacati più rappresentativi del comparto istruzione e ricerca (Flc CGIL, CISL FSUR, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, GILDA Unams), convocati per un confronto che gli stessi sindacati avevano sollecitato sui contenuti della legge di bilancio e sui riflessi che questi hanno su questioni diverse, a partire da quella del rinnovo del contratto nazionale di lavoro.
Da parte dei segretari generali sono state esposte al ministro le forti preoccupazioni per lo scarto evidente che si registra fra le richieste di una significativa rivalutazione dei trattamenti retributivi del comparto e le risorse a tal fine disponibili, al momento del tutto insufficienti, così come rimane ampiamente sotto la media OCSE il livello complessivo di investimento in istruzione e ricerca.
Al ministro è stata anche ribadita l’urgenza di avviare il previsto confronto sui contenuti del disegno di legge collegato in materia di abilitazioni del personale docente, preciso impegno assunto nell’intesa del 1° ottobre per completare il quadro delle misure contenute nel decreto 126/2019, anch’esse peraltro da integrare e migliorare in sede di conversione.
Il ministro, confermando la volontà di continuare a sostenere con molta determinazione anche all’interno della compagine di governo scelte che assumano i settori della conoscenza come ambito prioritario di una forte politica di investimento, ha assicurato il massimo impegno anche al fine di reperire ulteriori risorse nell’ambito delle decisioni che potranno scaturire dal dibattito in sede parlamentare.
Si è detto inoltre impegnato a mantenere attraverso l’Amministrazione un rapporto costante di confronto con le organizzazioni sindacali.
I Segretari Generali hanno preso atto della volontà di una positiva gestione degli aspetti propedeutici al rinnovo contrattuale. Negoziato che può essere aperto solo se ci saranno risorse sufficienti per un incremento retributivo a tre cifre.
A questo proposito, saranno messe in campo forme di pressione e mobilitazione, al fine di indurre il Governo a fare scelte in discontinuità rispetto alle politiche relative all’Istruzione, all’Università e alla Ricerca. Misure che andranno caratterizzate per scelte di investimento e di rilancio della scuola di questo paese.
Una prima iniziativa nazionale, oltre a quelle territoriali e interregionali già in corso di svolgimento su precariato e personale ATA, sarà la riunione dei direttivi unitari in programma a Roma, al teatro Quirino, mercoledì 20 novembre. Roma, 13 novembre 2019 Flc CGIL Francesco Sinopoli
CISL FSUR Maddalena Gissi
UIL Scuola Rua Giuseppe Turi
SNALS Confsal Elvira Serafini
GILDA Unams Rino Di Meglio

Gissi: in legge di bilancio più ombre che luci, non ci sono le condizioni per il nuovo contratto

Mer, 13/11/2019 - 13:02
Non è per nulla confortante il quadro che si sta profilando sulla legge di bilancio, per quanto ci riguarda siamo ben lontani dalle attese e non si vedono al momento margini sufficienti per aprire il tavolo di confronto per il rinnovo del contratto”. Così la segretaria generale della Federazione CISL Scuola, Università e Ricerca, Maddalena Gissi, che proprio oggi incontra insieme agli altri sindacati del comparto il ministro Fioramonti. “Oltretutto – prosegue – prima ancora di entrare nel merito del nuovo contratto, c’è da stabilizzare quanto ottenuto col precedente: a partire dall’elemento perequativo, la cui copertura va rifinanziata perché prevista ad oggi solo fino al 2019. Così come vanno mantenuti gli impegni per una rivalutazione complessiva delle attribuzioni accessorie del personale docente, educativo e ATA. Le risorse sono ferme all’entità che avevano nel 2013, nonostante siano oggi 70.000 in più le unità di personale che hanno diritto a beneficiarne”.
Si è tanto parlato, e non solo da parte sindacale, della necessità di traguardare per i lavoratori del comparto aumenti ‘a tre cifre’ – aggiunge Maddalena Gissi -, in realtà stando a quanto vediamo nel disegno di legge di bilancio gli aumenti salariali non raggiungerebbero i 65 euro mensili. È evidente che non c’è margine per negoziare”.
O si trovano risorse subito, opportunamente finalizzate a obiettivi di adeguamento delle retribuzioni avvicinandole alla media europea, oppure si dovranno esplorare altre vie, ma occorre farlo immediatamente. “Non siamo disponibili a rimanere inerti, in attesa delle decisioni che prenderanno Governo e Parlamento: serve una fase di confronto ampio sul rinnovo dei contratti pubblici, che ne rilanci il valore strategico, come avvenuto in occasione del rinnovo del contratto precedente. Legando la fase contrattuale a una visione di prospettiva che valga da orientamento delle scelte anche nell’immediato”.
Ed è proprio alle emergenze più urgenti che la segretaria della Federazione CISL Scuola, Università e Ricerca fa riferimento elencando i temi su cui chiede di intervenire in sede di discussione della legge di bilancio. “Ricordo che l’intesa del 1° ottobre col ministro Fioramonti prevede la presentazione di un ddl per disciplinare stabilmente nuovi percorsi abilitanti, i cui contenuti devono scaturire da un confronto con i sindacati, di cui attendiamo ancora l’avvio. E poi gli organici, sia dei docenti che del personale ATA, da rendere adeguati al fabbisogno e da coprire con lavoro stabile, contrastando la precarietà; stabilità che riguarda tutti, quindi anche i docenti IRC, le cui procedure di reclutamento sono ferme al 2004 e per i quali servono anche concorsi riservati. Servono interventi per consentire il potenziamento delle attività per la scuola dell’infanzia e più risorse per il sostegno. Vanno cambiate le norme sulla sostituzione del personale ATA, va posto fine alle ambiguità normative che scaricano sulla dirigenza scolastica compiti e responsabilità in materia di sicurezza”.
Attendiamo di verificare in settimana – conclude Maddalena Gissi – quale esito avranno le proposte di emendamento che come CISL abbiamo presentato ieri nell’audizione sul decreto legge 126 con lo scopo di migliorarlo, rendendolo pienamente coerente all’intesa da cui prende le mosse. È chiaro che richieste eventualmente non accolte diventerebbero ulteriori punti di cui tenere conto nella legge di bilancio”.  Roma, 13 novembre 2019

Sindacati in audizione su decreto precari, le critiche della CISL tradotte in puntuali proposte emendative

Mar, 12/11/2019 - 10:26
Nel corso della audizioni informali presso le Commissioni VII (cultura) e XI (lavoro) della Camera, in seduta congiunta, che si tengono nell’ambito dell’esame del disegno di legge di conversione del decreto legge 126/2019, contenente disposizioni in materia di reclutamento e di abilitazione dei docenti, si è svolta oggi, 12 novembre, anche quella delle maggiori organizzazioni sindacali del comparto istruzione e ricerca. Come di consueto la Federazione CISL Scuola, Università e Ricerca, rappresentata nell’occasione dal segretario nazionale Attilio Varengo e da Rita Frigerio, ha raccolto osservazioni e proposte in un’articolata “memoria” nella quale, insieme ad alcune più generali valutazioni di ordine politico, è indicata in modo puntuale una serie di emendamenti di cui si chiede di tenere conto nel corso della discussione parlamentare. In sostanza, nel testo consegnato ai parlamentari le critiche e le riserve avanzate nei giorni scorsi rispetto a un decreto che ha in parte disatteso gli accordi fra sindacati e MIUR vengono formulate sotto forma di ben definite e specifiche proposte emendative.
Il decreto legge 126/2019 – si afferma nella memoria presentata alle Commissioni - affronta solo alcune delle numerose emergenze riguardanti il settore dell’istruzione, università e ricerca; auspicando che, per l’urgenza dei temi affrontati, la sua conversione possa avvenire in tempi brevi e che il testo veda accolte integrazioni e modifiche a nostro avviso necessarie per colmarne evidenti lacune e rendere realmente efficaci le misure in esso contenute, l’impegno della nostra organizzazione continua su numerose altre questioni, a partire dal rinnovo del contratto per il quale una fondamentale premessa va posta comunque in sede legislativa”.
In apertura, era stata ribadita la necessità di una più complessiva rivisitazione della materia reclutamento, solo parzialmente affrontata dal decreto legge 126 che peraltro, come è noto, interviene unicamente nell’ambito della scuola secondaria. “La nostra opzione – si legge nella “memoria” - , più volte manifestata e che vogliamo anche in questa circostanza porre all’attenzione, è per un sistema di reclutamento a ‘doppio canale’, ove accanto a procedure concorsuali ordinarie di cui garantire la regolare periodicità, operi un canale di selezione per titoli che riconosca e valorizzi l’esperienza professionale acquisita, offrendo opportunità di stabilizzazione sulla base di regole e strumenti normativi specifici. Un sistema equilibrato, utile anche a prevenire il riproporsi di un contenzioso che spesso ha visto l’Amministrazione soccombente per violazione di direttive comunitarie volte a contrastare l’abuso di lavoro precario”.
Le proposte emendative contenute nella memoria, che investono gli ambiti dell’istruzione, dell’università e della ricerca, riguardano fra l’altro, per quanto riguarda la scuola: il computo dell’anno scolastico in corso ai fini del triennio di servizio che dà accesso alla procedura di reclutamento straordinaria dei docenti, con possibilità di computare ai fini del triennio anche il servizio nei Centri di Formazione Professionale validi per l’assolvimento dell’obbligo; il mantenimento della deroga al possesso dei 24 CFU per chi ha tre annualità di servizio; la possibilità di chiedere l’assunzione in altre regioni anche per i candidati inseriti nelle GM 2016 e 2018 dei concorsi di scuola primaria e dell’infanzia; la proroga di un anno anche per primaria e infanzia della validità delle GM del concorso 2016; estensione agli specializzandi della possibilità di accedere alle procedure straordinarie per il sostegno; il riallineamento della periodicità di aggiornamento delle graduatorie di supplenza delle diverse fasce, anticipando a tal fine quello delle GAE; la deroga dal possesso della laurea per accedere al concorso riservato agli assistenti amministrativi facenti funzione di DSGA per almeno un triennio; la proroga per un anno delle misure previste dal decreto dignità per i diplomati magistrali; la possibilità di scorrere la graduatoria degli idonei dell’ultimo concorso al fine della copertura delle disponibilità di posti di dirigente, attenuando nel contempo il vincolo di permanenza nella regione di assunzione.
Il termine per la presentazione di emendamenti al ddl 2222 è stato fissato per le ore 18 di mercoledì 13 novembre.

Oggi pomeriggio presidio dei docenti precari a Montecitorio. Il Governo rispetti accordi e impegni assunti

Lun, 11/11/2019 - 10:11
Un presidio dei docenti precari oggi pomeriggio a Montecitorio, a partire dalle ore 15.30, per chiedere con forza il rispetto pieno degli impegni assunti dal Governo prima a Palazzo Chigi nell’aprile scorso, poi nell’accordo del 1° ottobre con il Ministro dell’Istruzione, e disattesi nel Decreto Legge 126/2019 con misure urgenti per la scuola.
Salvaguardare la continuità di servizio dei diplomati magistrali garantendo così anche la continuità didattica, completare l’attuazione del decreto precari e istituire un sistema strutturale di abilitazioni all’insegnamento sono i tre punti al centro del sit-in che animerà piazza Montecitorio.
La scuola esige qualità e la stabilità del lavoro ne è condizione imprescindibile; le misure adottate finora non vanno in questa direzione. Occorrono, dunque, una serie di emendamenti al decreto che, in sede di conversione, ne modifichino il testo mantenendo fede ai patti sottoscritti.
Urge, inoltre, un confronto sulle problematiche rimaste in sospeso e rimandate dall’accordo del 1° ottobre ai Ddl collegati alla Legge di Bilancio. Al riguardo è indispensabile avviare quanto prima la discussione per definirne i contenuti, come prevede l’intesa. Successivamente è necessario adoperarsi affinché i percorsi legislativi si concludano nel più breve tempo possibile, e i provvedimenti possano trovare tempestiva attuazione: lo esige la tempistica che regola l’organizzazione e la gestione del sistema scolastico.
Oltre alla mobilitazione dei docenti precari, è in corso anche quella riguardante gli assistenti amministrativi facenti funzione di DSGA, con quattro assemblee interregionali di cui una già svolta sabato scorso a Milano. I sindacati chiedono che sia riconosciuto il valore della competenza professionale acquisita sul campo, di cui tenere conto nei percorsi di accesso al profilo di DSGA. Occorre al riguardo intervenire con un apposito emendamento in sede di conversione del decreto 126, scongiurando in tal modo le annunciate dimissioni degli interessati dall'incarico Roma, 11 novembre 2019 Flc CGIL Francesco Sinopoli
CISL FSUR Maddalena Gissi
UIL Scuola Rua Giuseppe Turi
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GILDA Unams Rino Di Meglio

Modifiche al decreto 126/2019, al via una serie di iniziative unitarie dei sindacati scuola

Ven, 08/11/2019 - 19:03
Per chiedere il pieno rispetto delle intese sottoscritte col Governo e col MIUR i sindacati del comparto istruzione e ricerca hanno programmato una serie di iniziative incentrate sulle questioni indicate nel comunicato del 31 ottobre scorso, in  cui si contestano le inadempienze riscontrate nel testo del decreto legge 126/2019, e si richiama l'impegno ad attivare i tavoli di confronto per le materie da affrontare nei provvedimenti collegati alla legge di bilancio. I docenti precari saranno protagonisti di un sit in a Montecitorio lunedì 11 novembre, mentre riguarderanno in particolare gli assistenti amministrativi facenti funzione di DSGA quattro assemblee interregionali, la prima delle quali si tiene già domani, 9 novembre, a Milano.

Obiettivo stabilità del lavoro, vale anche per chi insegna religione. Si intervenga in legge di bilancio

Gio, 07/11/2019 - 15:12
Vale per i docenti di religione quello che stiamo rivendicando in generale per tutti gli insegnanti: dare stabilità al lavoro, come diritto delle persone, che non è giusto mantenere a lungo in uno stato di precarietà, e come condizione che favorisce la miglior funzionalità del servizio. La legge parla chiaro, i posti attivati per l’insegnamento della religione cattolica devono essere coperti al 70% con personale di ruolo. A tal fine vanno banditi i concorsi, che invece non si fanno dal 2004. Da qui una situazione nella quale il personale con contratto a tempo indeterminato copre solo il 50% dei posti, il 20% in meno di quanto sarebbe stabilito per legge. Su questi dati si era espressa già l’anno scorso la Camera dei Deputati, con un ordine del giorno che definiva “grave e incresciosa” una situazione in cui prevale nettamente il lavoro precario, e impegnava il Governo ad attivare una procedura straordinaria di assunzione.
Stando così le cose, è davvero sorprendente l’affermazione del ministro Fioramonti, secondo cui non ci sarebbero ragioni per un intervento riguardante gli insegnanti IRC. Al contrario le ragioni ci sono, e anche urgenti, mentre non ce n’è nessuna per discriminazioni che sarebbero inspiegabili e inaccettabili. Lo ripeto, vale per i docenti di religione quello che chiediamo in via generale: procedure di reclutamento nelle quali sia anche previsto uno specifico riconoscimento per chi ha maturato un consistente bagaglio di lavoro precario. Si bandisca allora il concorso ordinario e si attivino contestualmente percorsi speciali per chi ha almeno trentasei mesi di servizio. Niente di più, niente di meno di ciò che prevedono le misure contenute nell’intesa per contrastare la precarietà e favorire la stabilità del lavoro. Si intervenga a tal fine con i necessari emendamenti in legge di bilancio. Roma, 7 novembre 2019 Maddalena Gissi, segretaria generale CISL Scuola

Trentennale della caduta del muro di Berlino. Sul significato storico e politico dell'evento interessante contributo di Paolo Acanfora

Gio, 07/11/2019 - 12:19
Sabato prossimo si compiono trent'anni dalla caduta del muro di Berlino, avvenuta il 9 novembre 1989. Evento epocale per la storia della Germania, dell'Europa e del mondo intero, che apre una fase di rapidi e profondi cambiamenti negli equilibri fino ad allora consolidati dopo la fine della seconda guerra mondiale. Cambiamenti, e veri e propri sconvolgimenti, che interessano i rapporti fra gli Stati e gli assetti interni di molti di essi, in particolare nell'area est europea.
La data non poteva certo mancare nelle ricorrenze segnalate nelle pagine di approfondimento dell'Agenda CISL Scuola per il mese di novembre, che sull'argomento riportano anche un contributo di grande interesse scritto per noi dallo storico Paolo Acanfora (La rivoluzione del 1989), col quale inauguriamo la rubrica Storia contemporanea, presente d'ora in poi in ogni approfondimento mensile.

Esecutivo CISL Scuola a confronto con i responsabili del sistema servizi CISL. Insieme per un sindacato che mette al centro la persona

Mer, 06/11/2019 - 15:23
Il sistema dei servizi CISL, una rete importante impegnata in azioni di assistenza e tutela alle persone che lavorano, a quelle che il lavoro lo cercano o lo hanno perso, a chi lo lascia per andare in pensione. E inoltre un sostegno competente e affidabile per il corretto disbrigo di adempimenti e pratiche fiscali. Su questi temi, sulla necessità di rafforzare le sinergie fra confederazione, categorie e servizi si sono incentrati i lavori del Comitato Esecutivo della CISL Scuola, che ha incontrato prima la presidente nazionale del CAF CISL, Giovanna Ventura, e poi il presidente nazionale dell’INAS, il patronato della CISL, Gianluigi Petteni.
Un confronto aperto, concreto e operativo con una categoria che anche sull’efficacia dei servizi di consulenza, nel rapporto diretto, costante e quotidiano con lavoratrici e lavoratori ha posto le basi del suo primato nella rappresentanza del lavoro nella scuola. Lo ha ricordato introducendo i lavori la segretaria generale CISL Scuola Maddalena Gissi, ribadendo l’impegno dell’organizzazione a mantenere e rafforzare una fattiva collaborazione, fatta anche di un proficuo intreccio di competenze, per garantire agli associati prestazioni di elevata qualità nella gestione di pratiche, in primis quelle di natura previdenziale, particolarmente delicate e complesse.
Ferma restando la necessità dei servizi di mantenere un carattere di apertura generalizzata, rivolta a un’utenza composta non solo di iscritti CISL, è naturale che a questi ultimi vengano riservate particolari e più favorevoli condizioni di accesso. Giovanna Ventura, presidente del CAF CISL, nel dare conto di un’attività che continua a far registrare un rilevante afflusso agli sportelli di assistenza fiscale, ha sottolineato l’impegno in atto per sperimentare soluzioni organizzative che, tenendo conto di volta in volta delle specificità territoriali, favoriscano il consolidamento dei rapporti fra servizio e iscritti.
A più diretto contatto con situazioni di difficoltà e disagio, oltre che col vasto mondo della previdenza, l’attività di patronato svolta dall’INAS, che il presidente Gianluigi Petteni punta a orientare sempre più in termini di vera e propria consulenza sociale. Ciò implica l’acquisizione di un profilo non meramente burocratico da parte degli operatori, a tutti gli effetti partecipi a pieno titolo di una mission sindacale. Il senso di quella che si può definire un’operazione di riconversione culturale e professionale è reso in modo efficace e suggestivo in un filmato realizzato per l’INAS CISL da Giovanni Panozzo.
Intervenendo a conclusione dei lavori dell’Esecutivo, il segretario organizzativo della CISL Giorgio Graziani ha richiamato la necessità di un’azione di rete fra confederazione, categorie e servizi, per dare ancor più forza a un sindacato che promuove e unisce mettendo al centro la persona. Rappresentare il lavoro e il sociale attraverso politiche solidali sostenute anche da azioni efficaci di assistenza e tutela individuale è la direzione in cui la CISL intende procedere, forte di una consolidata tradizione di presenza sul territorio e sui luoghi di lavoro, da valorizzare anche in prospettiva come tratto peculiare della propria identità politica e organizzativa.

Ancora una volta in legge di bilancio impegni disattesi e promesse non mantenute. Dichiarazione di Maddalena Gissi

Mer, 06/11/2019 - 11:12
Siamo alle solite, verrebbe da dire. La legge di bilancio viene impostata con valori molto lontani da quelli necessari per raggiungere obiettivi solennemente proclamati, ma che rischiano di essere clamorosamente disattesi: nessun passo in avanti significativo verso un riallineamento ai volumi di spesa degli altri paesi europei in istruzione e ricerca, risorse per il contratto che deludono ampiamente le attese. Ancora una volta al diluvio degli spot non seguono fatti concreti. Con le cifre stanziate per i contratti pubblici, il personale della scuola avrebbe mediamente incrementi salariali sotto gli 80 euro mensili. Altro che “aumenti a tre cifre”, siamo sotto gli importi del precedente rinnovo, a suo tempo da tanti disdegnato.
In un quadro politico instabile e pieno di incognite, almeno una certezza l’abbiamo, ed è che nessun partito può dire oggi di non essere mai stato al governo. In un modo o nell’altro ci sono passati tutti, tuttavia molti problemi continuano a rimanere irrisolti. Segno che le parole non bastano, e che la loro soluzione non è tanto questione di colore, quanto di volontà e capacità politica.
Sappiamo da sempre di dover contare solo sulle nostre forze, senza fare affidamento su facili promesse, che abbondano in un Paese in perenne campagna elettorale. Siamo pronti a mettere in campo tutta la nostra determinazione per ottenere ciò che crediamo necessario e doveroso: investire su istruzione, formazione e ricerca come risorsa strategica per il Paese, valorizzare come merita il lavoro del personale docente, ATA e dirigente delle nostre scuole.
Preoccupa anche la situazione di stallo che registriamo nel confronto col MIUR sui provvedimenti collegati alla legge di bilancio, su cui ci sono intese e precisi impegni che chiediamo di vedere rigorosamente rispettati; inoltre vanno recuperati anche i punti (dai diplomati magistrali agli assistenti amministrativi facenti funzione di DSGA) disattesi nel decreto legge su reclutamento e precariato. Massimo impegno per questo a sostenere le iniziative di mobilitazione già programmate unitariamente. Roma, 6 novembre 2019 Maddalena Gissi, segretaria generale CISL Scuola

ESTERI NEWS 19/2019 - Incontro al MAECI sul Fondo MOF per scuole all'estero

Mer, 06/11/2019 - 08:37
Si è tenuta lunedì 4 novembre al Ministero degli Affari Esterio e della Cooperazione Internazionale (MAECI), alla presenza anche del rappresentante del MIUR, il primo incontro per definire il CCNI relativo ai criteri di ripartizione delle risorse del FMOF (Fondo Miglioramento Offerta Formativa) delle scuole italiane all'estero.
In premessa, il MAECI, su richiesta delle organizzazioni sindacali, ha fornito un breve riepilogo della situazione relativa alle nomine del contingente 2019/20. Ad oggi, su un contingente di 12 Dirigenti Scolastici, 9 sono hanno raggiunto la sede e per 2 DS si sta concludendo l'iter; per il personale ATA, hanno raggiunto la sede all'estero 4 unità su 5. Nessun docente, invece, risulta essere già stato avviato all'estero. I sindacati, a questo proposito, hanno stigmatizzato la situazione, lamentando l'eccessivo ritardo nelle operazioni.
Per quanto riguarda il CCNI sulle risorse del FMOF 2019/20, le risorse a disposizione sono pari a 964.841,00 euro lordo stato (importo invariato rispetto all'anno scolastico precedente) e verranno così impegnate:
  • 115.459,05 euro lordo stato a titolo di compensi per funzioni strumentali (per un massimo di 60 unità)
  • 283.127,32 euro lordo stato per progetti finalizzati all'integrazione degli alunni diversamente abili e agli alunni con bisogni educativi speciali nelle scuole statali (con il riconoscimento di 1.500,00 euro per alunno)
  • 566.254,63 euro lordo stato ripartiti sulla base dei progetti presentati dalle scuole. Nel precedente anno scolastico si era riconosciuto un importo pari a 1.008,67 euro lordo stato per ogni posto coperto da personale a tempo indeterminato.
La CISL Scuola, evidenziando come i residui (economie) - nonostante gli interventi già effettuati in occasione della contrattazione dell'anno scorso volti a garantire una maggiore flessibilità dei criteri necessari per la realizzazione dei progetti - siano ancora molto elevati, ha proposto, anche per le scuole italiane all'estero, l'adozione di criteri simili a quelli applicati alle scuole metropolitane con i CCNI per il FMOF 2018/19 e 2019/20. In particolare ha chiesto, nel rispetto delle disposizioni previste dall'art.104 del CCNL 2006/09, di massimizzare l'impiego dei fondi consentendo agli istituti di programmare e realizzare, a seconda delle esigtenze locali, le iniziative ritenute più vicine ai bisogni rilevati, favorendo l'impiego di tutte le risorse. A tale proposito la CISL Scuola ha richiesto all'Amministrazione di fornire un prospetto di sintesi sull'impiego delle risorse relative all'anno scolastico 2018/19; sulla base degli esiti di tale verifica dovranno essere individuati i criteri per l'assegnazione delle risorse alle scuole. Il prossimo incontro è stato fissato per il 20 di novembre.
A margine dell'incontro sono state richieste informazioni sulla procedura di selezione dei DSGA da destinare a prestare servizio, in posizione di fuori ruolo, presso l'Ufficio V della DGSP del MAECI. L'Amministrazione ha comunicato che sono state presentate una trentina di domande. La commissione dovrebbe iniziare i colloqui nel corso del mese di novembre. Le convocazioni saranno pubblicate mediante avviso sul sito del MAECI.

Dati Svimez allarmanti. Cresce la dispersione al sud. Colombini (CISL): servono più risorse per l'istruzione

Mar, 05/11/2019 - 18:07
Sui dati del rapporto Svimez, che segnalano un preoccupante aumento della dispersione scolastica nelle regioni del sud, interviene con una dichiarazione il segretario confederale della CISL con delega per le politiche dell'istruzione, Angelo Colombini.
"I dati diffusi ieri alla Camera dal rapporto Svimez sulla dispersione scolastica nelle regioni del Mezzogiorno - afferma - confermano un fenomeno allarmante che purtroppo nessuno degli interventi adottati fino ad ora ha in alcun modo scalfito: il dato nazionale parla di una dispersione scolastica al 14,5% nel 2018 in crescita dello 0,5% sul 2017 con punte del 18,8% nel Mezzogiorno anche in questo caso in preoccupante crescita. Se le percentuali non scendono vuol dire che dobbiamo tutti interrogarci, le istituzioni per prime ma anche le parti sociali, su quali siano gli interventi urgenti da mettere in atto per invertire la tendenza".
"I ragazzi che abbandonano il sistema di istruzione e formazione - prosegue il segretario confederale CISL - andranno a rinforzare le fila dei Neet, cioè i ragazzi che non studiano, non lavorano e non sono impegnati in corsi di formazione con una spreco inaccettabile di risorse preziose per la crescita e lo sviluppo del nostro paese. E' necessario - aggiunge - intervenire urgentemente per prima cosa stanziando risorse aggiuntive nella legge di bilancio per il 2020 per investire nel sistema nazionale di istruzione e formazione dallo 0-6 fino al livello terziario, a partire dalla valorizzazione dei lavoratori del comparto, per rafforzare il raccordo tra scuola e lavoro potenziando l'alternanza scuola lavoro e l'apprendistato di primo e terzo livello, sostenere gli Its ed attuare un sistema nazionale di apprendimento permanente che aiuti giovani ed adulti a valorizzare, elevare e perfezionare le proprie competenze lungo tutto il corso della loro vita".
"E' necessario inoltre - rileva Colombini - che i finanziamenti nazionali, regionali e quelli dei fondi strutturali siano orientati tutti verso obiettivi condivisi e partecipati dalle istituzioni a tutti i livelli e dalle parti sociali per fare finalmente massa critica con interventi che possano impattare concretamente sulla vita dei cittadini. Anche i sindacati devono fare la loro parte ed infatti stiamo lavorando con Confindustria per dare attuazione alla parte dell'accordo interconfederale del 9 marzo 2018 su educazione e formazione dettagliando cosa le parti sociali possono fare per impedire la dispersione di competenze, abilità, professionalità preziose per la crescita civile, sociale, economica ed occupazionale del nostro paese".

L'inferno vissuto da Alberto Sed

Lun, 04/11/2019 - 11:15
Chiedeva sempre d’incontrare i bambini, Alberto Sed, a chi lo andava a trovare nel suo appartamento romano dove, in una speciale stanza dei ricordi, custodiva le foto in bianco e nero del ritorno alla vita, un quadernone su cui annotare in bella calligrafia i nomi degli ospiti, le lettere e i biglietti di auguri degli studenti che, da quando nel 2006 aveva deciso di raccontare il passato, erano diventati gli amici del futuro. Uno degli ultimi sopravvissuti al lager di Auschwitz se ne va così, tenendo per mano il passato e il futuro, una catena allacciata con fatica ma anche con la consapevolezza di una caducità in agguato, l’oblio sempre più minaccioso sulla memoria dell’Olocausto man mano che i testimoni si spengono, uno dopo l’altro. «Io, come tanti, ero rimasto zitto per tutta la vita perché sapevo che parlare significava non essere capiti e magari finire al manicomio o da uno psichiatra a farsi imbottire di pillole. Nonostante le leggi razziali mi abbiano precluso gli studi ho fatto in tempo a leggere la Divina Commedia e dico che se Dante aveva intuito bene il Purgatorio e il Paradiso, sull’Inferno si è sbagliato per difetto, perché l’Inferno è quello che ho vissuto io a 15 anni. Incredibile dall’esterno. Meglio il silenzio». Le parole di Alberto restano nelle orecchie di chi le ha ascoltate sul divano accanto a questo signore sempre rasato a puntino e in abito chiaro con la cravatta, cura e cortesia d’altri tempi. Le porte dell’inferno si chiudono adesso come gli occhi di Alberto Sed, 91 anni e l’energia compressa del bambino interrotto come i binari all’ingresso di Auschwitz-Birkenau. Abbiamo però ancora la storia che, senza tregua, anche quando i movimenti diventavano più ardui e l’udito lo abbandonava, ha continuato a raccontare nelle scuole, con quel marcato accento romanesco con cui ammetteva che, pur essendo uno sfegatato tifoso giallorosso, aveva abbandonato lo stadio dopo la comparsa degli striscioni antisemiti. «Gli antisemiti sono i primi a sapere quello che è successo, lo sanno meglio degli altri, per questo si affannano tanto. Ho visto Auschwitz ma paradossalmente era come stare in villeggiatura rispetto a quello che mi sarebbe capitato dopo, la marcia della morte, il lavoro nella miniera così devastante da farmi improvvisare pugile e combattere per il divertimento dei miei carnefici, il ritorno alla vita con i fantasmi di Auschwitz, la perdita di Fatina». Fatina per Alberto era il paradigma del dolore, un ricordo da rivivere per punirsi di essere vivo. Fatina, la sorella adorata che accompagna l’Inferno fino alla fine, che ritrova il fratello in una Roma devastata dalla guerra ma bramosa di ripartire, che si rimette in marcia insieme a lui ma che non ce la fa, arranca, non riesce a cancellare il laboratorio di Mengele, le ceneri della madre e della sorella Emma disperse nel vento, le urla dell’altra sorella, Angelica, fatta sbranare dai cani davanti ai suoi occhi. Fatina che alla fine molla, si ammala, non mangia più e pian piano se ne va lasciando Alberto nell’abisso, in attesa di Godot. «Durò ancora un po’, un giorno rispondendo ai richiami di mia moglie alzò la voce dicendo “Non hai capito che voglio andare via da Auschwitz? E portate via pure mio fratello”. La ricoverammo in un istituto di suore e un giorno mentre eravamo tutti intorno a lei mi chiamò per dirmi addio, si era lasciata morire». Piangeva piano Alberto rivelando il suo incubo peggiore durante la stesura dell’ebook pubblicato dalla Stampa nel 2004, Se chiudo gli occhi muoio. Diceva che l’aveva uccisa, proprio così. Dopo Fatina era cambiato tutto, ancora una volta, come quando il mondo si era capovolto all’avvento delle leggi razziali. Come allora, peggio, Orfeo incapace di salvare la sua Euridice dall’Inferno. «Ricordate ogni parola, parlate ai bambini, se smettete saremo davvero morti tutti» ripeteva ancora il 25 aprile scorso, alle Fosse Ardeatine, l’uomo che dopo Auschwitz non era più riuscito a tenere in braccio un bambino, neppure i suoi. È quanto ci ha lasciato, ai piccoli ma soprattutto ai grandi.

Decreto scuola, intese non rispettate: al via la mobilitazione. In una nota unitaria le ragioni della protesta

Gio, 31/10/2019 - 10:00
Con la pubblicazione del Decreto Legge sulle misure urgenti per la scuola in Gazzetta Ufficiale, constatiamo con rammarico che il Governo disattende gli impegni assunti, prima a Palazzo Chigi nell’aprile scorso, e poi nell’accordo del 1° ottobre con il Ministro dell’Istruzione.
Che siano stati ammessi alla procedura riservata i docenti delle paritarie ai soli fini abilitanti rientra tra le nostre richieste, ma tale modalità non può essere disgiunta da un quadro generale di acquisizione delle abilitazioni per l’insegnamento. Oltretutto il confronto sulle abilitazioni è in stallo. E questo è inaccettabile in quanto concorso straordinario e abilitazioni devono procedere in parallelo: sono aspetti dell’intesa collegati tra loro che non possono essere scissi.
L’apertura al personale delle scuole paritarie non esaurisce la partita dei concorsi abilitanti per gli altri esclusi da inserire in un collegato alla legge di bilancio.
Analogamente bisogna dare seguito all’accordo del 18 ottobre sui diplomati magistrali con la proroga delle previsioni del decreto dignità.
E’ inaccettabile l’esclusione dal concorso riservato per accedere ai posti di DSGA del personale Assistente Amministrativo che ha ricoperto tale incarico nella scuola per almeno tre anni. Una scelta politica inammissibile che non vogliamo pensare sia frutto di qualche improvviso cambio di opinione, magari con motivazioni tecnocratiche per fare venire meno la parola data e scritta. Aver depennato dal concorso riservato i facenti funzione di DSGA senza il titolo di studio previsto (laurea specifica) è fuori da ogni logica e non riconosce il lavoro del personale. Le motivazioni giuridiche addotte sono inaccettabili, avendo in sé la contraddizione palese per cui i facenti funzione sono ammessi al concorso ordinario e sono esclusi da quello straordinario, che serve proprio a sanare posizioni consolidate da anni di attività in mansioni superiori che hanno permesso e permettono alle scuole di funzionare. Poiché, come abbiamo più volte rappresentato, non basta certo il concorso in via di svolgimento per DSGA a colmare il vuoto di vent’anni di mancata indizione di prove concorsuali, e per non lasciare le scuole prive di direzione amministrativa, ribadiamo il buon diritto di chi ha svolto con merito tale funzione, talora per ben più di otto anni, di avere una prospettiva certa in un percorso riservato.
FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, GILDA Unams indicono pertanto la mobilitazione del personale interessato, che si avvia con le assemblee, proseguirà con una manifestazione nazionale da svolgersi nei prossimi giorni davanti alle sedi istituzionali e comporterà le dimissioni dall’incarico di facenti funzione di DSGA . Per queste ragioni non possiamo che chiamare i lavoratori interessati alla mobilitazione il prossimo 11 novembre, con un’iniziativa a Roma nel pomeriggio e diversi presìdi concomitanti in altre città. Roma, 31 ottobre 2019 Flc CGIL Francesco Sinopoli
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