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Aggiornato: 58 min 42 sec fa

"Preoccupano le tensioni sociali, adesso sostegno ai più colpiti". Intervista ad Annamaria Furlan su La Stampa

Mar, 27/10/2020 - 12:38
 "C’è tanta preoccupazione tra le persone, è per questo che abbiamo chiesto al premier Conte di convocare le parti sociali e definire insieme una strategia di intervento per affrontare la pandemia. Ha ragione il nostro presidente Mattarella: occorre unità, concordia nazionale, coesione. Se ne esce se tutti remiamo nella stessa direzione: governo, Regioni, parti sociali". Così la segretaria generale della CISL, Annamaria Furlan, nell'intervista a cura di Luca Monticelli che compare oggi, 27 ottobre, sul quotidiano La Stampa.

Disciplinare per contratto la didattica a distanza è da mesi un preciso obiettivo dell'azione sindacale

Lun, 26/10/2020 - 16:23
Riunito con procedura d'urgenza in modalità telematica nella giornata di domenica 25 ottobre l'Esecutivo Nazionale della CISL Scuola ha dato pieno mandato alla Segreteria Nazionale per la sottoscrizione del CCNI sulla regolazione delle attività di insegnamento svolte in modalità a distanza. Di seguito il testo del documento approvato all'unanimità a conclusione dei lavori. Il Comitato Esecutivo Nazionale della CISL Scuola, riunito in modalità telematica il giorno 25 ottobre 2020, udita la relazione della segretaria generale Maddalena Gissi che ha illustrato l’andamento della trattativa col Ministero dell’Istruzione per la definizione del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo previsto dal DL 22/2020 per disciplinare lo svolgimento della DDI; considerato che più volte è stata rivendicata l’apertura del tavolo negoziale stante l’urgenza di una chiara regolazione contrattuale della materia, sottraendola al rischio di una gestione difforme nelle diverse situazioni e affidata ad atti unilaterali; valutati positivamente i contenuti del testo scaturito dal negoziato, che risolve positivamente molte delle criticità presenti nella bozza inizialmente proposta dall’Amministrazione, in particolare richiamando espressamente, oltre al rigoroso rispetto dei carichi di lavoro previsti dal CCNL, il riferimento alle prerogative poste a presidio di un esercizio della professionalità docente per quanto riguarda la libertà di insegnamento, le competenze degli Organi collegiali e l’autonomia progettuale e organizzativa delle istituzioni scolastiche; per quanto riguarda in particolare l’attività del docente che si trovi in quarantena o isolamento fiduciario, pur non essendo in stato di malattia certificata, ritenendo particolarmente opportuna e necessaria la delimitazione esplicita che il contratto definisce per quanto riguarda l’ambito di svolgimento della sua attività lavorativa, che avviene solo a distanza ed esclusivamente con gli alunni o gruppi di alunni delle proprie classi; considerato l’aggravarsi della situazione determinata dall’incremento dei contagi, con conseguente ulteriore aumento della quota oraria cui le istituzioni scolastiche saranno obbligate a ricorrere alla DAD, stante la soglia minima del 75% indicata dal DPCM 24 ottobre 2020 per le classi della secondaria di II grado; ritenuta l’assoluta urgenza di disporre di un chiaro riferimento normativo di natura contrattuale anche rispetto alle autonome iniziative che in materia di organizzazione e svolgimento delle attività scolastiche potrebbero essere assunte in ambito regionale; apprezzando il lavoro svolto dalla delegazione CISL Scuola al tavolo negoziale e ribadendo il giudizio complessivamente positivo sul testo del CCNI condiviso dalle parti, dà mandato alla segreteria nazionale per la sottoscrizione del testo concordato, ritenendo che lo stesso costituisca un efficace e atteso strumento di tutela del personale, oltre che un positivo contributo, in un momento di straordinaria difficoltà per la scuola e per il Paese, al miglior andamento del servizio scolastico rimuovendo ragioni di possibile contenzioso e favorendo un clima di condivisione e coesione, oggi quanto mai auspicabile. La sottoscrizione del contratto rafforza anche la rivendicazione di una piena valorizzazione del confronto e delle relazioni sindacali che la CISL Scuola ribadisce con determinazione ad ogni livello, a partire dalle responsabilità e dalle competenze che in tal senso investono direttamente il vertice del Ministero dell’Istruzione. Il Comitato Esecutivo richiama la necessità di affrontare e risolvere, attraverso gli opportuni interventi legislativi, i problemi di natura strumentale e infrastrutturale tuttora presenti che, condizionando o pregiudicando lo svolgimento delle attività a distanza, determinano i rischi di digital divide più volte denunciati. Per quanto riguarda la dotazione strumentale, occorre riconoscere al personale a tempo determinato le stesse risorse di cui è dotato il personale di ruolo attraverso la card docente, individuando anche in questo caso l’indispensabile finanziamento attraverso un opportuno provvedimento di legge. Roma, 25 ottobre 2020

DPCM 24 ottobre 2020, cosa cambia per la scuola. Nuova nota del Capo Dipartimento Istruzione

Dom, 25/10/2020 - 19:46
Per la terza volta in dieci giorni il Governo, di fronte al forte aumento dei contagi da Covid-19, interviene con un DPCM che introduce nuove disposizioni o inasprisce quelle in precedenza emanate al fine di contenere quanto più possibile l’andamento dell’epidemia. Come di consueto, è stato lo stesso premier a presentare in conferenza stampa i contenuti del provvedimento, ampiamente ripresi da tutti gli organi di informazione.
Per quanto riguarda la scuola, le novità riguardano l’elevazione dal 50% al 75% della quota di attività da svolgere con modalità a distanza nella secondaria di II grado. Viene inoltre ribadita la necessità di rimodulare la gestione degli orari di ingresso e uscita degli alunni, anche con eventuali turni pomeridiani. Riproposta anche l’indicazione di fissare non prima delle ore 9 l’ingresso degli alunni, nella stessa formulazione contenuta nel DPCM 18 ottobre. Su tale indicazione era intervenuto il Capo Dipartimento Istruzione con una nota che ne afferma il carattere non prescrittivo, invitando a tenerne conto solo in presenza di “situazioni critiche e di particolare rischio, rappresentate da autorità sanitarie ed enti locali". Confermata anche la possibilità di svolgere in modalità telematica le elezioni degli organi collegiali, “nel rispetto dei principi di segretezza e libertà nella partecipazione alle elezioni”.
Diffusa in serata dal Capo Dipartimento Istruzione del Ministero una nota relativa alle modalità di attuazione di quanto prevede il DPCM 24 ottobre, nella quale si ricorda che la quota del 75% da destinare alla DDI è prescrittiva anche laddove siano state individuate in ambito regionale quote inferiori, e che gli adattamenti organizzativi conseguenti alle nuove disposizioni decorrono dal 27 ottobre.

Formazione professionale, non è scuola di serie C. Tecnica della Scuola intervista Elio Formosa

Dom, 25/10/2020 - 09:31
Tecnica della Scuola, una delle più seguite testate on line del settore istruzione, propone un'interessante intervista del suo vice direttore Reginaldo Palermo a Elio Formosa, responsabile del dipartimento formazione professionale della CISL Scuola nazionale. Dal confronto emerge lo spaccato di un sistema le cui potenzialità, spesso oscurate da pregiudizi di natura ideologica, non vengono talvolta colte e sostenute opportunamente nemmeno dai livelli politici che ne hanno diretta competenza. Al centro dell'intervista i rapporti tra formazione professionale e sistema d'istruzione e quello, fondamentale, tra percorsi formativi e sbocchi occupazionali.

Gissi all'ANSA: in una situazione "di guerra" l'incapacità della politica

Ven, 23/10/2020 - 17:50
(ANSA - ROMA, 23 OTT) 12:56 "La scuola nelle mani della politica rischia di essere dilaniata e devastata e con lei il futuro dei nostri ragazzi. In una situazione "bellica", come quella che stiamo vivendo, mi sarei aspettata una procedura super partes in grado di realizzare da subito e in modo inderogabile le indicazioni delle autorità sanitarie. L'interpretazione politica delle tante delibere promosse dal Cts, sta evidenziando una grande bagarre istituzionale dove ogni soggetto difende le proprie prerogative e si rigira in un groviglio di giustificazioni. Alle nostre rimostranze e in fugaci incontri, le dichiarazioni sono state all'insegna del "abbiamo tutto sotto controllo".
Lo afferma all'ANSA la segretaria scuola della CIsl, Maddalena Gissi. "Prima ci hanno detto che era tutto pronto grazie al cruscotto che avrebbe determinato le misure per il distanziamento in ogni aula, poi c'è stata la moda del centimetro in più o in meno per costruire nuovi spazi e poi ancora è arrivata l'interpretazione del metro tra le rime buccali in attesa dei banchi monoposto, dei quali non sappiamo più nulla. Per ultimo, ed era uno degli argomenti che da maggio si segnalava, la mobilità territoriale che risente dei ritardi negli investimenti come hanno denunciato in ogni riunione gli EELL. Mi sarei aspettata un dpcm e un provvedimento economico straordinario, solo e soltanto su scuola e servizi collaterali, con due livelli di programmazione: uno per garantire la presenza in classe con il potenziamento delle infrastrutture materiali e immateriali, ricordo che avevamo proposto i prefabbricati della protezione civile ma ci voleva il personale e su questo ci sono arrivati parzialmente con l'organico Covid, quando il fiume del virus aveva già rotto gli argini. La seconda opzione era la gestione calibrata con attività da remoto che doveva prevedere un grande potenziamento dei devices e della copertura di rete e ancora una volta il personale per garantire sia la presenza in classe che la Didattica digitale integrata. E anche in questo secondo caso ci ritroviamo a fare i conti con una linea scalcinata che in alcune realtà non permette nemmeno il contatto telefonico o i limiti delle connessioni utilizzate dalle scuole senza potenziare i contratti. Nel frattempo abbiamo sottoposto la scuola ad una pressione mediatica che la faceva apparire a seconda dei casi e degli opinionisti, colpevole o innocente sulla diffusione del virus. Direi che bisogna dire basta e in modo definitivo. Non si affronta una vera e propria situazione di guerra con la baionetta e all'arma bianca, gli eroi del Risorgimento avrebbero fatto di meglio sicuramente". (ANSA).VR

Proposte e obiettivi unitari per il settore scuola. In un documento i temi su cui sviluppare un'intensa fase di azione sindacale

Ven, 23/10/2020 - 09:57
Riassunti in un documento unitario proposte e obiettivi su cui FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, GILDA Unams intendono avviare una fase di intensa iniziativa, che prevede un piano ampio di assemblee per il più ampio coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori a sostegno di una piattaforma che a partire dal confronto sulle più immediate emergenze orienterà le azioni sindacali nelle interlocuzioni col Governo e le forze politiche sulla prossima legge di bilancio e in vista del rinnovo del Contratto Nazionale di lavoro. I contenuti del documento sono stati in gran parte oggetto anche della conferenza stampa svoltasi mercoledì scorso, nella quale largo spazio hanno avuto le problematiche legate alla gestione dell'emergenza Covid 19, in una situazione nella quale sono mancate finora reali occasioni di confronto con l'Amministrazione, mentre permangono irrisolte molte delle criticità con cui le scuole sono costrette a misurarsi in un contesto quanto mai difficile e complesso. Nel frattempo sono finalmente giunte le convocazioni sollecitate dai sindacati di categoria e dalle stesse confederazioni (per il contratto integrativo sulla didattica a distanza, a seguire quelli sulla legge di bilancio 2021 e la gestione dell'emergenza con la Ministra Azzolina, il 28 ottobre, e l'attivazione del Tavolo nazionale previsto dal Protocollo sicurezza del 6 agosto). 

Le parole vere di Rodari

Ven, 23/10/2020 - 09:38
Ci voleva il centenario della nascita (che cade domani, venerdì 23 ottobre) perché anche Gianni Rodari avesse finalmente il suo Meridiano. Mondadori manda in libreria, per la sapiente cura di Daniela Marcheschi, le Opere (pagine 2032, euro 90,00) dello scrittore piemontese, in due tomi, il secondo dei quali, Rodari a colori. Tavole, disegni, figure, è costituito da un prezioso quaderno di illustrazioni, a cura di Grazia Gotti, attraverso il quale viene ripercorsa la vicenda delle edizioni dei suoi testi più celebri, impreziosite dalle tavole di artisti come Verdini, Munari, Altan e Mattotti. Ma è Daniela Marcheschi a fissare, nella sua bella introduzione, la chiave di lettura di questo autore così originale, uno dei più tradotti nel mondo.
Innanzitutto ribadendo che l’idea per cui la letteratura per l’infanzia (nel cui àmbito Rodari è un autentico maestro) sia un genere in qualche modo minore è un pregiudizio assolutamente da sfatare. E a demolirlo contribuisce certamente la lettura di un’opera così limpida e insieme tutt’altro che banale quale quella di Rodari. Che, in un saggio dal titolo I bambini e la poesia, scriveva: «Quello che importa è dare ai bambini, con qualunque mezzo, parole “vere”, non suoni superflui da dimenticare immediatamente. E intendo, con parole “vere”, parole pronunciate da un adulto impegnato con la sua totalità in questa creazione. Parole, cioè piene».
Insegnante elementare, poi giornalista (per “l’Unità” e “Paese sera”), Gianni Rodari (1920-1980) si è dedicato alla letteratura per ragazzi a partire da Il libro delle filastrocche (1950), cui sono seguiti altri libri tutti di grandissimo successo.
Apprezzato per il brio dei suoi versi, la modernità delle favole e la genialità della sua Grammatica della fantasia, Rodari costituisce un punto di riferimento imprescindibile per gli studi inerenti le tecniche di invenzione narrativa.
Opere come Filastrocche in cielo e in terra o Favole al telefono appaiono oggi in tutta la loro moderna e sottile complessità. La curatela di Daniela Marcheschi, tra l’altro, svela i processi segreti del suo laboratorio letterario e mostra la sensibilità di questo scrittore verso il suo tempo. Rodari – afferma Marcheschi – «ha scritto storie in versi e in prosa di rara luminosità, guidando al contempo una riflessione sulla letteratura per l’infanzia in grado di cambiarne radicalmente le prospettive».
Centrale è la dimensione etica del racconto, incardinata su precisi valori umani e civili, pur senza mai scadere, lui che pure non faceva mistero della sua militanza a sinistra, in forzature ideologiche da “intellettuale organico”. Quelli che gli stavano davvero a cuore erano valori antropologici, che appartengono alla dimensione propriamente spirituale dell’essere umano.
Come scriveva lo stesso Rodari: «la capacità di resistenza e di rivolta; l’intransigenza nel rifiuto del fariseismo, comunque mascherato; la volontà di azione e di dedizione; il coraggio di “sognare in grande”; la coscienza del dovere che abbiamo, come uomini, di cambiare il mondo in meglio, senza accontentarci dei mediocri cambiamenti di scena che lasciano tutto com’era prima: il coraggio di dire di no quand’è necessario, anche se dire di sì è più comodo, di non “fare come gli altri”, anche se per questo bisogna pagare un prezzo».
Fondamentale anche la riflessione rodariana sulla lettura, e sul rapporto tra lettura e scuola. In un saggio dal titolo Libri d’oggi per ragazzi d’oggi (che riprendeva il testo di una conferenza tenuta presso il Circolo della Stampa di Napoli nel 1967) lo scrittore confessava di ritenere la “passione” il primo requisito di un buon insegnante.
Smontava poi alcuni luoghi comuni, come l’affermazione che oggi si legga meno che in passato: ma quando si leggeva così tanto? cent’anni fa – si chiedeva – quando sessanta italiani su cento erano analfabeti? Ma la lettura non è qualcosa di istintivo o innato. Quello di leggere è un gusto che va educato, innestato, coltivato.
La scuola, che dovrebbe essere l’istituzione fondamentale chiamata ad assolvere questo compito, non sempre se ne dimostra all’altezza; anzi, a volte contribuisce a determinare dei danni irreparabili: «La scuola spesso fa il possibile per fare odiare i libri ai bambini trasformandoli in strumenti di tortura perché ci facciano sopra l’analisi grammaticale, l’analisi logica, la copiatura, la divisione delle righe in sillabe e poi il riassunto ecc. ecc., cioè aggiungiamo alle difficoltà della lettura queste altre difficoltà grammaticali, logiche, ecc. ecc., moltiplicando gli ostacoli che si frappongono fra il bambino e il libro invece di abolirli se possibile. La scuola fa il possibile per far odiare i libri ai ragazzi qualche volta, non diciamo sempre, esagerando il proprio carattere selettivo, giudicante: la scuola caserma, la scuola tribunale dove quello che conta è il voto, la pagella, gli esami, dove quello che conta insomma è il riflesso scolastico e, dove finita la scuola, naturalmente, cessando di agire il riflesso scolastico, il libro perde totalmente importanza ».
Riflessioni di più di mezzo secolo fa, ma tutt’altro che inattuali.

Conferenza stampa dei segretari generali CISL Scuola, FLC CGIL, UIL Scuola, SNALS e GILDA

Mer, 21/10/2020 - 11:16
Organici, spazi e misure di sicurezza per garantire la scuola in presenza. Stabilizzazione dei precari, concorso straordinario, reclutamento. Rinnovo del contratto e risorse della legge di Bilancio da investire nel settore istruzione. Saranno questi i temi al centro della conferenza stampa convocata per oggi 21 ottobre, alle ore 14,15 in modalità web da FLC Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals e FGU-Gilda Unams alla quale parteciperanno i segretari generali Francesco Sinopoli, Maddalena Gissi, Pino Turi, Elvira Serafini e Rino Di Meglio.  Sarà possibile seguire la diretta della conferenza stampa, coordinata da Corrado Zunino (La Repubblica) sulla pagina Facebook CISL Scuola a partire dalle ore 14,15.

Sul DPCM 18 ottobre 2020 una nota di parziali chiarimenti del Ministero

Mar, 20/10/2020 - 10:22
Nella serata di lunedì 19 ottobre il Ministero dell'Istruzione ha diffuso l'allegata nota con la quale si forniscono indicazione applicative delle nuove misure previste per la scuola nel DPCM del 18 ottobre al fine di contenere la diffusione del Covid 19. In particolare, per quanto riguarda i riferimenti ad una diversa articolazione dell’orario delle lezioni, la nota chiarisce che una revisione degli attuali orari è giustificata solo in presenza di “situazioni critiche e di particolare rischio, rappresentate da autorità sanitarie ed enti locali". Ciò vale anche per l’eventuale posticipo alle ore 9,00 dell’orario di ingresso, da disporre unicamente qualora lo richiedano le criticità legate a specifici contesti territoriali. Fuori dai casi appena descritti, non è necessario modificare orari di entrata e uscita, orari settimanali dei docenti, turni delle mense, orari di esercitazioni e laboratori e tutto quanto sia collegato alla scansione temporale definita dall’inizio dell’anno scolastico.
Quella sulla non obbligatorietà, per la scuola secondaria, di iniziare le attività didattiche alle ore 9 è a dire il vero l'unica precisazione rispetto a quanto la presentazione del DPCM (e la stessa formulazione del testo) avevano lasciato intendere: su altri aspetti, invece, permane la necessità di ulteriori chiarimenti, in particolare per quanto riguarda le modalità di elezione degli organi collegiali (con quali piattaforme gestire il voto segreto? È possibile farlo senza rivedere la tempistica?) e la gestione delle situazioni di quarantena nelle quali la didattica in presenza si riveli impraticabile, ma che andrebbero declinate più puntualmente in relazione a una casistica estremamente variegata.
Il rischio - ma è quasi una certezza, vista anche la perdurante refrattarietà del Ministero a valorizzare sedi e occasioni di reale confronto - è che le scuole e chi le dirige si ritrovino a dover affrontare e risolvere da sole ogni sorta di difficoltà.

Attivare subito i Tavoli previsti dal protocollo sicurezza. Fuori dalla realtà attendere il 30 ottobre

Lun, 19/10/2020 - 19:14
Mentre si moltiplicano ogni giorno i problemi e le difficoltà che le scuole devono affrontare, siamo da mesi in attesa che si rendano operativi i tavoli di monitoraggio permanente previsti dal protocollo di sicurezza firmato il 6 agosto. Tavoli da attivare a livello nazionale e locale, per un controllo costante della situazione finalizzato alla piena e scrupolosa attuazione di quanto il protocollo prevede, per dare supporto alle scuole evitando che siano lasciate da sole a gestire l’emergenza, per individuare ogni ulteriore intervento che si renda necessario in relazione all’andamento della pandemia. II 12 ottobre, anche a fronte del preoccupante andamento dei contagi, abbiamo sollecitato l’Amministrazione a riunire con la massima urgenza il Tavolo nazionale. Oggi – dopo che nel frattempo il Governo ha ritenuto di dover emanare ben due DPCM - riceviamo una convocazione per il 30 ottobre. Si rimane a dir poco sconcertati di fronte a una dimostrazione di così scarsa consapevolezza delle urgenze, che suona anche come grave mancanza di rispetto per le organizzazioni sindacali firmatarie della richiesta. Non è proprio pensabile che in questa situazione basti qualche comparsata televisiva per dire alle scuole e al Paese come far fronte efficacemente a una situazione molto più complessa e difficile di quanto appaia snocciolando alcune cifre che sono rassicuranti solo in apparenza. Dati che andrebbero invece valutati con ben più attenzione, visto che la media degli alunni contagiati (0,8 su mille) in meno di un mese di scuola coincide, se vista in proiezione, con quella registrata sull’intera popolazione nazionale nel periodo 21 febbraio – 18 ottobre (complessivamente 6,9 per mille); e questo nonostante il dato riferito agli alunni riguardi una fascia di età molto più ristretta.
Non è il momento dei protagonismi in solitaria, è il momento della coesione, della collaborazione, della condivisione. C’è quanto mai bisogno di assumere impegni e responsabilità comuni; alle scuole devono giungere indicazioni chiare e sostegni concreti. Oggi mancano le une e gli altri: procede a rilento la consegna dei banchi, perdurano le difficoltà a coprire i posti docenti e ATA, manca un efficace supporto delle autorità sanitarie, del tutto scoordinate o assenti le misure riguardanti la gestione dei trasporti. Anche l’ultimo DPCM dà indicazioni che è molto complicato tradurre in atto se le scuole sono lasciate in balia di se stesse; prendiamo solo atto, per quanto riguarda le modalità di elezione degli organi collegiali, che un nostro suggerimento sdegnosamente respinto ora viene fatto proprio dal Governo. Non lo diciamo per fare polemiche, per le quali non abbiamo il minimo interesse, ma per sottolineare come dal confronto possano scaturire buone soluzioni: da qui la necessità di aprirlo subito, non avendo alcun senso rinviarlo. Il 30 ottobre, nei tempi che viviamo, o è una provocazione, o è una data fuori dalla realtà.

ALLEGATI VARI

Lun, 19/10/2020 - 11:00

Il nuovo DPCM 18 ottobre 2020. Disposizioni sulla scuola non tutte chiare e facilmente applicabili

Lun, 19/10/2020 - 10:51
Presentato dal premier Conte nella conferenza stampa di domenica sera è stato varato il DPCM 18 ottobre 2020, che contiene nuove misure di contrasto alla diffusione del contagio da Covid 19, integrando a tal fine quello emesso solo cinque giorni prima.
L'Ufficio Sindacale/Legale della CISL Scuola ha predisposto una scheda di lettura del provvedimento, su cui comunque si renderanno necessari ulteriori approfondimenti, ferma restando la necessità di attivare opportune sedi di confronto con l'Amminstrazione, come da tempo richiesto dalla CISL Scuola e dalle altre organizzazioni sindacali.
Non si preannuncia agevole, infatti, la gestione degli orari di lezione, alla luce del vincolo posto dal DPCM di riarticolarli prevedendo che l'ingresso avvenga non prima delle ore 9, così come va meglio chiarito il punto relativo alla possibile gestione on line del voto per il rionnovo degli organi collegiali, anche considerata la ristrettezza dei tempi a disposizione per dotarsi delle necessarie applicazioni software.
In allegato il DPCM e la scheda CISL Scuola

Un manifesto per la scuola

Sab, 17/10/2020 - 10:05
La "ricchezza delle nazioni" non è solo denaro e ciò che serve a produrre denaro. È un insieme di addendi. Se la ricchezza delle nazioni non è solo un dato materiale ma, altrettanto importante, anche un dato spirituale e culturale, in questo insieme brilla la scuola. Non ci dovrebbero essere dubbi, se non fosse che, nel discutere di misure restrittive per contenere la diffusione del virus, la scuola rischia di essere considerata un pericolo valutato, nel suo potenziale di contagio, alla stregua dello stadio, della discoteca, del ristorante, del pub, del mezzo di trasporto, eccetera.
Anzi, chiudere le scuole, e così evitare anche i problemi collegati, come la sicurezza sui mezzi pubblici, può sembrare una via più semplice di tante altre, anche perché le categorie sociali che ne sarebbero coinvolte sono assai meno combattive rispetto a quelle coinvolte da altre restrizioni. Se, all'inizio, la chiusura generalizzata e indiscriminata delle occasioni sociali di contagio, scuole comprese, è sembrato necessario e legittimo come intervento d'emergenza radicale, oggi, quando passa il tempo e l'emergenza si protrae, vi sono esigenze vitali che presentano anch'esse le loro ragioni. La misura totale cede il passo a misure selettive, parziali e mirate e, allora, si deve prendere in considerazione la gerarchia dei beni su cui esse incidono restrittivamente. Il bene-scuola deve stare in cima alla gerarchia, l'ultimo che deve essere penalizzato. Scrivo con la passione di uno che ha dedicato la vita alla scuola e che appartiene a una generazione su cui grava un enorme debito morale nei confronti dei giovani e del loro futuro. Chiudere le scuole, confinare i bambini e i ragazzi a casa loro davanti al computer, privarli del rapporto con i propri compagni, tecnologizzare il rapporto con i loro insegnanti, quali danni può provocare nella formazione delle loro personalità, formazione che è il primo scopo di ogni istituzione scolastica?
Forse è giunto il momento, "grazie" al virus, di preservare l'attività scolastica che è questione di primaria importanza nazionale e civile. "Nazionale" e "civile": se c'è un obiettivo che merita la partecipazione di tutti e che non può essere perseguito solo con spirito passivo e remissivo, cioè lo spirito di ubbidienza alle leggi e alla burocrazia, ma fa appello allo spirito civico, questo è la protezione della scuola. Ben vengano le misure che devono essere adottate con strumenti giuridici, ma più di tutto gioverebbe il coinvolgimento dei bambini e dei ragazzi (spesso più ragionevoli e generosi dei loro padri e madri), degli insegnanti, del personale e dei dirigenti scolastici e dei loro sindacati, delle famiglie, degli organi della democrazia scolastica e, in genere, di tutti coloro che possono. Un patto sociale, insomma, e una mobilitazione per difendere l'apertura delle scuole. Chiamiamolo, per esempio, "manifesto per la scuola in tempo di pandemia" e facciamo in modo che sia diffuso, crei una cultura e una pressione sociale, infine orienti i comportamenti virtuosi. Non sarebbe un titolo di merito, un obiettivo se, alla fine, il mondo della scuola riuscisse a risultare un'oasi di sicurezza e di serenità, pur nell'emergenza che colpisce tanti altri luoghi della vita collettiva?
La prima condizione è il rovesciamento di certe mentalità: da ciò che si obbligati a fare a ciò che si è liberi di fare. Per esempio: le mansioni, nella burocrazia, sono normalmente concepite come un tetto massimo e potrebbero invece rappresentare la base minima di ciò che è dovuto, che non esclude iniziative, sperimentazioni, dedizioni, tempi, ulteriori. Non dunque: che cosa mi è imposto e niente più, ma che cosa mi è possibile oltre a ciò che mi è imposto? L'autonomia scolastica è un buon punto di partenza, ma altrettanto lo sarebbe l'assunzione da parte del sindacato di un compito non solo di protezione, ma anche di promozione. Così, dovrebbe rovesciarsi l'atteggiamento delle famiglie protettivo, protestativo e rivendicativo nei confronti della scuola dei figli, dalla quale si pretende e alla quale non si dà. Soprattutto, è nociva la mentalità per la quale alla scuola si pensa soltanto dal punto di vista dei propri figlioli e non, invece, da quello di una comunità in cui si cerca di collaborare per il bene di tutti. Per esempio, la questione dei mezzi di trasporto affollati, dove il virus può galoppare, sarebbe, se non risolta, almeno ridimensionata dalla disponibilità dei genitori che possono accompagnare i figli con la propria auto a trasportare qualche loro compagno. Occorre non solo disponibilità, ma anche coordinamento. Qui entrano in gioco, oltre alle iniziative spontanee, gli organi scolastici oppure le circoscrizioni. Ancora in tema di trasporto, perché non avvalersi, con appositi protocolli d'intesa, di mezzi di soggetti privati, oppure di quelli disponibili presso le forze armate e le forze di polizia? Qui entrano in gioco le imprese, le autorità civili e militari decentrate sul territorio.
Insomma, c'è spazio per molte iniziative, molte disponibilità, e molta inventiva. Per esempio, ancora con riguardo agli studenti: il comportamento dentro le classi, a quanto risulta, è responsabile e contegnoso. Ma appena fuori dell'edificio scolastico, le precauzioni si allentano. Le energie represse si scatenano e, probabilmente, ciò è inevitabile e perfino opportuno. Ma, sarebbe possibile coinvolgere dei volontari, non per reprimere ma per indirizzare saggiamente quelle energie: come i classici e benemeriti pensionati che dirigono il traffico all'uscita delle scuole o i genitori che già vi si recano per riaccompagnare a casa i propri figli.
Infine: si dice che l'impatto del virus distrugge le relazioni sociali. Davvero? Potrebbe essere il contrario se fosse l'occasione per guardarci intorno e se, a seconda della posizione occupata nella vita sociale, si assumesse un poco di peso verso quello che, con un'espressione pretenziosa, si denomina "bene comune", che è tuttavia la somma di tante piccole azioni particolari.

"Educare è sempre un atto di speranza". Il messaggio di Papa Francesco per il Global Compact on Education

Ven, 16/10/2020 - 11:14
Giovedì 15 ottobre 2020 a Roma, alla Pontificia Università Lateranense, Papa Francesco è tornato ad affrontare il tema dell’educazione, centrale nel suo insegnamento e nel dialogo con il mondo. Lo ha fatto con un videomessaggio che rilancia un tema ricorrente del suo Pontificato, «educare è un atto di speranza». Il Messaggio si conclude con l’invito, rivolto a tutte le persone di buona volontà, ad aderire al Global Compact on Education, un patto per generare un cambiamento su scala planetaria, affinché l’educazione sia creatrice di fraternità, pace e giustizia.  Il Messaggio è stato pubblicato, in diverse lingue, sul Bollettino della Sala Stampa Vaticana.

Gissi: ritardi fondamentali in diffusione contagio. Aspettiamo quota 10mila per non fare i concorsi?

Gio, 15/10/2020 - 19:28
"Ricordo benissimo che in giugno il problema della mobilità venne messo come una delle priorità dai presidenti delle Regioni Stefano Bonaccini e dell'Anci Antonio Decaro: i ritardi nelle decisioni e nei finanziamenti sia nei trasporti, che nella scuola, che nella sanità si stanno dimostrando fondamentali nella diffusione del contagio". Lo dice all’Ansa Maddalena Gissi, leader della Cisl Scuola. "Il 4 giugno i presidenti Bonaccini, Decaro e De Pascale avevano denunciato i ritardi con i quali si stava programmando la riapertura delle scuole di concerto con le altre istituzioni e l'impossibilita di programmare una mobilità senza una organizzazione certa dei tempi della scuola e dei finanziamenti” - ricorda Gissi – “oggi stiamo raccogliendo i cocci delle non decisioni Se poi dobbiamo essere soddisfatti perché ci sono solo 5783 ragazzi contagiati in 20 giorni di attività scolastica a fronte del fatto che la popolazione italiana è stata colpita dello 0,63% in otto mesi, dovremmo chiederci se è meglio guardare solo il dato della percentuale e non valutare quali devono essere le scelte. Aspettiamo di toccare quota 10 mila positivi per dire che i concorsi non si possono fare e nemmeno le elezioni degli organi collegiali in presenza? Quale è il punto di caduta?" (ANSA) - Roma, 15 ottobre 2020

Sul reclutamento basta politiche fallimentari, si riapra il confronto per un sistema stabile ed equilibrato

Mer, 14/10/2020 - 19:36
"Una bella dimostrazione di partecipazione, con la speranza che qualcuno rifletta: dare stabilità al lavoro significa anche mettere le scuole in condizione di agire con più efficacia, che è la condizione indispensabile, insieme al pieno rispetto dei protocolli di sicurezza, perché non si rimetta in discussione la didattica in presenza. Non basta dire che le scuole non chiuderanno, servono scelte che aiutino ad andare in quella direzione in concreto e non solo a parole”. Così Maddalena Gissi commenta la buona riuscita delle iniziative svolte in tutte le province, dove i sindacati hanno incontrato i Prefetti per chiedere che la scuola non sia lasciata sola in un momento nel quale non mancano certo le difficoltà.
Le procedure concorsuali di imminente svolgimento rischiano di aggiungere un altro problema ai tanti che già ci sono, imponendo agli istituti che ospiteranno le prove ulteriori incombenze. In ogni caso si impone una soluzione per i casi, prevedibilmente numerosi, di candidati che non potranno prendere parte alle prove perché coinvolti direttamente o indirettamente in provvedimenti di isolamento. Impensabile che possano subire, a causa di misure giustamente rivolte alla tutela collettiva, un danno pesante, ingiusto e non rimediabile sul piano personale. Vanno individuate soluzioni e bisogna farlo subito, non è possibile lasciare migliaia di persone in balia dell’incertezza”.
Diventa comunque sempre più necessario - osserva la segretaria generale CISL Scuola - riconsiderare complessivamente la questione del reclutamento. Serve un sistema stabile ed equilibrato, che assicuri ai giovani l’opportunità di entrare nel mondo della scuola ma nello stesso tempo valorizzi l’esperienza accumulata da quanti, con anni di lavoro precario, permettono al sistema scolastico di funzionare. Abbiamo idee e proposte per uscire da una politica tutta ideologica e che si è rivelata, alla prova dei fatti, del tutto fallimentare”. Roma, 14 ottobre 2020

In Gazzetta Ufficiale il DPCM 13 ottobre 2020. Una scheda della CISL Scuola

Mer, 14/10/2020 - 18:16
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM che intregra le misure di contrasto alla diffusione del contagio da Covid 19. Sui contenuti del provvedimento, varato nelle prime ore del 13 ottobre 2020, l'Ufficio Sindacale/Legale della CISL Scuola ha predisposto una scheda che prende in considerazione unicamente i punti riguardanti più direttamente il settore scuola.
In allegato il testo del decreto, gli allegati e la scheda. 

Dal Ministero due note di chiarimento sull'utilizzo dell'organico COVID

Mer, 14/10/2020 - 14:31
Il Dipartimento Istruzione del Ministero, con due note diffuse a breve distanza l’una dall’altra, fornisce alcuni chiarimenti in relazione alle novità introdotte dal DPCM del 13/10/2020 ("Misure per il contenimento del contagio"), riguardanti fra l’altro l'utilizzo del cosiddetto Organico Covid.
Con la nota n. 1870, emessa in data 14 ottobre, viene precisato che la sospensione delle uscite didattiche non riguarda le situazioni in cui l'attività didattica sia stata organizzata anche utilizzando spazi esterni alla scuola. Richiama inoltre l’attenzione sul fatto che, in base a quanto previsto dalla legge di conversione del DL 104/2020, in caso di sospensione delle attività didattiche non si procede al licenziamento del personale assunto sui posti di Organico Covid. Invita infine all'utilizzo ottimale di tale personale privilegiando da un lato le esigenze di contenimento epidemiologico, dall’altro il perseguimento dei migliori risultati di apprendimento, a proposito dei quali la positiva continuità didattica rappresenta un aspetto di assoluto rilievo.
Viene in tal modo ripresa e ulteriormente precisata una questione già oggetto di attenzione nella nota 1843 del 13 ottobre u.s.

Assenze e permessi del personale scolastico alla luce delle disposizioni anti Covid 19

Mar, 13/10/2020 - 19:13
Fra le misure adottate a più riprese in relazione all’emergenza per la pandemia da Covid 19 alcune riguardano la disciplina delle assenze e dei permessi del personale scolastico. L’Ufficio Sindacale/Legale della CISL Scuola propone in un’apposita scheda un quadro riepilogativo delle diverse tipologie di assenza fornendo per ciascuna di essa i riferimenti normativi essenziali e brevi note di chiarimento.
La scheda è aggiornata alle disposizioni del DL 104/2020 ("decreto agosto") con le modifiche e integrazioni apportate in sede di conversione in legge.

Domani 14 ottobre le iniziative di protesta nelle città italiane per rendere stabile il lavoro e sicure le scuole

Mar, 13/10/2020 - 18:45
Saranno centinaia le iniziative sparse sul territorio nazionale, domani pomeriggio, per chiedere stabilità al lavoro e sicurezza nelle scuole.
Un insieme di manifestazioni e sit-in davanti alle Prefetture e agli uffici scolastici regionali per una scuola in presenza, con tutte le garanzie necessarie: a partire dagli organici, e poi gli spazi e le misure di sicurezza.
Le scuole hanno riaperto – osservano i segretari generali dei sindacati scuola promotori delle iniziative nelle città – ma la didattica non decolla perché mancano i docenti. Inutile dire che le misure da prendere dovevano essere di altro tipo, prova ne sono i buchi di organico e le mancanze strutturali. Ora bisogna intervenire rapidamente”.
“Lo svolgimento in presenza delle prove concorsuali in piena emergenza pandemica esclude dalla possibilità di partecipazione tutti i precari in situazione di quarantena in concomitanza della prova e nello stesso tempo contribuisce ad aumentare i rischi di contagio” ribadiscono i leader dei sindacati scuola.
Queste le proposte al centro della giornata di mobilitazione: stabilizzare tramite prova orale e valutazione di titoli i docenti con tre anni di servizio: l'unico modo per garantire in tempi brevi e certi la copertura delle cattedre e la continuità didattica. stabilizzare su sostegno tramite prova orale i docenti specializzati: personale già selezionato per garantire la continuità didattica agli alunni con disabilità avvio dei percorsi abilitanti a regime per tutti e in particolare per i docenti con 3 anni di servizio Le iniziative avverranno nel rigoroso rispetto delle misure prescritte nell’ultimo Dpcm. #RENDIAMOSTABILEILLAVORO #RENDIAMOSICURELESCUOLE Queste alcune delle piazze coinvolte: A Roma, appuntamento davanti all’Ufficio scolastico regionale di Via Frangipane, dalle 16.00
A Napoli manifestazione in Pazza del Plebiscito a partire dalle 16.00.
In Puglia iniziative davanti alle prefetture di Bari, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto – con orario a partire dalle 14.30 fino alle 17.00
In Calabria presidi e manifestazioni a partire dalle 15.00 nelle cinque province capoluogo.
In Piemonte appuntamento a partire dalle 14,30 davanti alle prefetture di Alessandria, Asti, Cuneo, Novara, Torino e Vercelli. Assembea on line a Biella.
In Veneto, sit-in nelle piazze antistanti le prefetture dalle 15.30 alle 16.30.
A Trento, appuntamento di fronte al Commissario del Governo regionale.
Flash-mob davanti alla prefettura dalle 15.00 ad Ancona.
A Terni, manifestazione in Via della Stazione, davanti alla Prefettura.
A Bologna, sit – in davanti alla Prefettura in Piazza Roosevelt.
A Genova, presidio in Largo Eros Lanfranco.
A Savona, in piazza Saffi a partire dalle 16.30 e in in Via Veneto a La Spezia.
In Sicilia le manifestazioni si terranno davanti alle prefetture e in assemblee on line.
In Molise, presidio a Campobasso. Roma, 13 ottobre 2020 FLC CGIL  
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