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Aggiornato: 1 ora 36 min fa

La forza di questo Paese straordinario

Mar, 04/08/2020 - 12:08
Questo ponte è figlio di una tragedia, di un lutto, e le tragedie e i lutti non si dimenticano, non si possono dimenticare. Si elaborano, si metabolizzano, ma restano imprigionati nelle nostre coscienze, non c’è niente da fare. Diventano l’essenza stessa di quello che noi saremo. In questo posto ci siamo tutti smarriti, due anni fa, nello sgomento di questa tragedia, e qui oggi ci ritroviamo. Ci ritroviamo anche per un’altra ragione, per ringraziare chi ha costruito questo ponte, per l’energia che ci ha messo, con rapidità ma senza fretta. Io ho contribuito, ho dato l’idea di un ponte che attraversi piano piano la valle, passo per passo, quasi chiedendo permesso, un ponte che sia come una nave, un grande vascello bianco che attraversa la valle. Però poi bisognava farlo, questo ponte. È qui che allora è uscita la forza e l’energia di questo Paese straordinario. Abbiamo avuto più di mille persone, dai commissari fino ai più modesti manovali, è stato il più bel cantiere che abbia avuto in vita mia. È stato semplicemente straordinario. [...] Si è parlato di miracolo ma io non credo che si debba parlare di miracoli. Non c’è stato nessun miracolo, semplicemente è successa una cosa bellissima, che il Paese ha mostrato una parte buona. C’è stata una grande competenza, c’è stata una grande energia, una grande generosità: non ho mai visto uno lamentarsi. Costruire è una bellissima cosa, non ci vuole un miracolo. Un po’ di magia sì. Perché costruire è partire da qualcosa che non ha forma e dargli forma. Costruire è l’opposto di distruggere, è edificare. Costruire un ponte, poi. I muri non bisognerebbe costruirli, i ponti sì, farne tanti. Costruire un ponte è un gesto di pace. All’interno del costruire c’è un’altra magia che è quella del cantiere. In un cantiere succede una cosa incredibile: cresce la solidarietà. La gente dimentica le differenze, il colore della pelle, tutto viene dimenticato. Prevalgono l’orgoglio, la solidarietà, la passione, l’amore. Io auguro a questo ponte di essere amato. Non è facile essere eredi di una tragedia, è dura. Mi auguro che questo ponte sia adottato dalla gente, diventi rapidamente parte della loro esistenza quotidiana. Credo che il ponte sarà amato perché è semplice e forte, come questa città. Sarà amato anche perché è un ponte gioca con la luce. Quando si arriva su questo ponte, quando si arrivava dalle regioni del Nord, si scopriva la luce del mare, si scopriva il Mediterraneo. Sopra questo ponte tutti scopriranno la luce del Mediterraneo, e quella luce gioca con questo ponte, gioca sotto, sulla forma della carena della nave, e sulle pile curve. E gioca anche col vento. C’è una poesia bellissima di un poeta che ho sempre amato molto e che ha amato Genova. Giorgio Caproni ha scritto «Genova di ferro e aria». Vorrei che questo ponte fosse visto così, di ferro e aria. Questo ponte è stato costruito in acciaio ma è stato forgiato nel vento. Adesso il ponte è vostro, lunga vita al ponte Genova San Giorgio.

Parlamentari di maggioranza chiedono decreto urgente per la riapertura delle scuole. Pieno sostegno dei sindacati all’appello

Lun, 03/08/2020 - 14:47
La ripresa delle attività scolastiche in presenza non può essere gestita come normale amministrazione, abbiamo più volte sostenuto che serve un provvedimento legislativo specifico che possa derogare alle procedure normali e rimuovere vincoli di natura diversa, dai parametri di dimensionamento a quelli per la formazione delle classi, alla gestione del personale soprattutto per quanto riguarda la possibilità di sostituire chi si assenta”. Così i segretari generali di FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams, che aggiungono: “Naturalmente insieme a una consistente dotazione di risorse economiche. Misure che servono per coprire da subito, con personale docente e ATA, le particolari esigenze che andranno soddisfatte sul piano organizzativo, per lavorare con gruppi meno numerosi di alunni e per assicurare pulizia, igiene, assistenza e controllo. È una richiesta che abbiamo ribadito ancora pochi giorni fa in una lettera inviata al Capo di Gabinetto dopo il rinvio dell’incontro per il protocollo di sicurezza previsto per il 30 luglio scorso”.
È superfluo sottolinearne l’urgenza a meno di un mese dalla data di avvio del nuovo anno scolastico – ribadiscono Francesco Sinopoli, Maddalena Gissi, Pino Turi, Elvira Serafini, Rino Di Meglio - per questo ci auguriamo che il Governo ne tenga conto, anche alla luce di quanto contenuto nell’appello rivolto da parlamentari della stessa maggioranza, fra cui l’ex ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti, per molti aspetti in piena sintonia con le nostre richieste”.
Il Paese ha bisogno di riavere quanto prima la scuola cui ha diritto – concludono i segretari generali - una scuola che possa essere frequentata da tutti in presenza e in piena sicurezza. Crediamo che questa debba essere assunta da subito dal Governo come essenziale priorità, non sono più comprensibili né tollerabili tentennamenti e ritardi”. Roma, 3 agosto 2020

Quei voyeur dal cuore duro dell’era digitale

Dom, 02/08/2020 - 09:42
Cosa fareste di fronte a una persona che si contorce avvolta dalle fiamme? Premesso che, come tutti noi, abbiate in dotazione un apparecchio con cui chiamare i soccorsi. Per molti avventori di un ristorante di Crema quella torcia umana, a pochi metri dalla loro tavola imbandita, rappresentava un raro evento da immortalare più che una vita da strappare alla morte. La donna si era data fuoco ed è morta. È assai probabile che dei suoi ultimi spasmi e di quello spettacolo atroce qualcuno conservi traccia nella galleria del proprio smartphone. Potrebbe già aver condiviso lo scoop con gli amici o le amiche del gruppo di WhatsApp o di Telegram, gli stessi che usa per organizzare le scampagnate, per scambiare informazioni sui figli e sulla scuola, per amoreggiare, per tresche clandestine. Spero che nessuno abbia avuto la scelleratezza di pubblicare sui propri social il reportage girato davanti al piatto dei tortelli. Forse chi l’ha fatto ora avrà velocemente cancellato quelle stories da Instagram, soprattutto dopo che la sindaca Stefania Bonaldi ha condiviso su Facebook il post dell’unico vero eroe di questa vicenda, il signore che è sceso dalla macchina e ha provato con una coperta a spegnere la donna tra le fiamme. L’uomo si rivolge alla prima cittadina di Crema per dire che di fronte a quel rogo c’erano almeno altre venti persone con il telefonino in mano, tutti immobili a riprendere la scena. Ora possiamo anche sentirci dalla parte dei giusti e giurare che mai saremmo scesi a una bassezza simile. Possiamo pensarlo se questo ci assolve, ma oramai una mutazione antropologica è avvenuta e noi, anche se con diversa gradualità di consapevolezza, la stiamo metabolizzando. È meglio riflettere sui nostri comportamenti quotidiani prima di gettare anatemi sugli avventori cremaschi, a cui qualcuno, se ci sono le circostanze, ricorderà che l’omissione di soccorso è un reato. Il primo episodio di cui ho memoria che anticipa ciò che è accaduto a Crema avvenne a Mont Saint Michel, nel 1994. Lo ricordo perché al tempo mi colpì e ne scrissi, allora una folla di turisti invece che soccorrere una persona che affogava, preferì riprendere la scena con le prime macchine fotografiche digitali. Non esistevano ancora i telefoni che facevano foto, ma fu il primo caso di cronaca in cui si notò che, l’avvento di periferiche individuali per riprendere il reale e tenerne immediata memoria, induceva le persone a considerare quasi una necessità il trasportare in una dimensione epica condivisibile quello che di memorabile avvenisse nel mondo concreto. È chiaro che dopo un quarto di secolo di attitudine al veloce accumulo di reperti digitali, quella stessa spietatezza sembra oggi solo la punta estrema dell’anestesia di ogni nostro allarme emotivo, che ci propiniamo nel trasformare in pixel la carne, i sentimenti, le emozioni. Questo, senza rasentare il crimine, lo facciamo ogni giorno tutti. Alleniamoci dunque a tornare con i piedi per terra, almeno quando con la nostra macchina dei sogni possiamo anche salvare la vita a un nostro simile.

“Riapertura a settembre? Ancora tante incertezze e incognite”. Intervista di Maddalena Gissi a "In terris"

Sab, 01/08/2020 - 09:02
Sul quotidiano on line In Terris viene oggi pubblicata un'intervista, curata da Manuela Petrini, alla segretaria generale CISL Scuola Maddalena Gissi. Il tema è la ripresa delle attività scolastiche in presenza, appuntamento per il quale l'Amministrazione si dice impegnata a fondo ma su cui gravano ancora, a parere della segretaria generale CISL Scuola, troppe incertezze e incognite.
È un ritorno che tutti attendono, afferma Maddalena Gissi, "dalle famiglie, da alunne e alunni, dagli insegnanti, che non vedono l’ora di tornare al calore di una relazione diretta con le loro classi, che è la dimensione naturale e più autentica del loro lavoro. Ma siccome l’emergenza che ci ha costretti a una sofferta condizione di lockdown purtroppo non può dirsi ancora del tutto risolta – tant’è vero che il Governo l’ha prolungata fino al 15 ottobre – è indispensabile che la ripresa dell’attività scolastica, evento che non ha uguali per dimensioni, avvenga in condizioni di sicurezza. Un’esigenza che va soddisfatta a garanzia dell’intera collettività, non solo del mondo della scuola".
Molti gli aspetti da chiarire, a partire dai numeri che vengono tirati in ballo su assunzioni vere o presunte, mentre è tutt'altro che scongiurato il rischio di rivivere a settembre il consueto balletto delle cattedre. Tra spot e polemiche (ultima quella sui "banchi a rotelle") si perdono spesso di vista le vere priorità, quelle da affrontare e risolvere per mettere davvero la scuola in grado di far fronte a un'organizzazione diversa del proprio lavoro finché permane l'obbligo di adottare misure di prevenzione del contagio. "Siamo ben lontani - secondo la Gissi - dal livello di efficacia con cui sarebbe necessario governare un sistema complesso come quello dell’istruzione in una fase così carica di problemi: credo che le risorse decisive risulteranno, ancora una volta, quelle messe in campo dai dirigenti e dall’insieme del personale scolastico, augurandomi che trovino pieno sostegno dalle comunità e dalle istituzioni locali". 

Incarichi ai neo Dirigenti Scolastici, concluso il confronto col Ministero

Ven, 31/07/2020 - 08:21
Si è concluso giovedì 30 luglio il Confronto sulle operazioni di conferimento degli incarichi ai neo-dirigenti scolastici che firmeranno il contratto a tempo indeterminato entro il primo settembre prossimo. Preliminarmente, la CISL Scuola ha sottolineato, anche nel corso dell'ultimo incontro come già fatto nei precedenti, la difformità registrata, per la fase di mobilità interregionale dei dirigenti scolastici, nell’applicazione dei criteri generali che erano stati oggetto di Confronto a livello nazionale. Due Uffici scolastici regionali hanno escluso a priori la valutazione delle richieste derivanti dall’applicazione delle tutele previste dalla legge 104/92, altri hanno tenuto conto solo delle certificazioni ottenute dopo la nomina a tempo indeterminato, altri hanno applicato integralmente la normativa di tutela.
A parere della CISL Scuola la discrezionalità dei direttori degli uffici scolastici regionali non rappresenta una giustificazione per questa disparità sul territorio nazionale, considerando che i criteri generali sono determinati a livello centrale. Non avendo ad oggi ricevuto nessuna risposta alle segnalazioni effettuate, si è chiesto di procedere ad una revisione delle operazioni di mobilità interregionale, con l’integrale applicazione delle tutele previste dalla normativa generale.
In riferimento alla bozza di nota inviata dall’Amministrazione circa le procedure di assunzione dei vincitori del concorso e il conseguente conferimento degli incarichi, la CISL scuola ha espresso, come già fatto in occasione della precedente tornata di assunzioni, alcune precise richieste. In particolare, quella che la presa in considerazione delle precedenze, a vario titolo previste dalla normativa generale nell’assegnazione della sede, avvenga già nella fase di individuazione della Regione di destinazione, al fine di garantire, ad esempio, l’assistenza a familiari nonché i bisogni, anche di ordine primario, quale quello della salute, nel caso di malattie invalidanti o per le quali siano necessarie cure specifiche e comunque rientranti nelle tipologie previste per la tutela di persone con disabilità in situazione di gravità. Questa posizione è fondata sulla considerazione che la normativa generale ha l’evidente finalità di garantire il diritto alla salute o il diritto all’assistenza della persona disabile. Tali diritti non sarebbero in alcun modo garantiti da un’applicazione delle tutele previste solo all’interno della Regione di assegnazione. Sarebbe dunque tradito lo spirito delle norme in esame. Considerando inoltre le posizioni assunte da alcune direzioni regionali nella mobilità interregionale, si avrebbe la conseguenza che i dirigenti scolastici e i loro familiari non avrebbero diritto a tali tutele, né in fase di assegnazione della prima sede né in fase di trasferimento.
Rispetto ai criteri di assegnazione dell’incarico presso una sede di servizio, la CISL Scuola ha chiesto che sia mantenuta dall’Amministrazione la posizione già adottata nello scorso anno. La stessa Amministrazione aveva convenuto che “nel caso di primo incarico, se certamente non può farsi riferimento ai risultati pregressi, deve tenersi conto della posizione occupata dal candidato nella graduatoria di merito e delle preferenze - che si raccomanda di far esprimere su un numero ampio di sedi - al fine di evitare, per quanto possibile, assegnazioni d’ufficio”. Trattandosi della seconda fase di assunzione dal medesimo concorso, effettuata a partire dalla medesima graduatoria e a normativa invariata, si ritiene che l’Amministrazione debba confermare la posizione già assunta, non essendo mutata alcuna condizione rispetto alla procedura citata. Diversamente, si introdurrebbero ingiustificate disparità nell’operato dell’Amministrazione.
In generale, la CISL Scuola ha chiesto la massima trasparenza nella indicazione dei criteri utilizzati, ai sensi anche delle indicazioni ANAC circa il conferimento di incarichi. Inoltre, ha sottolineato la necessità che prima della scelta delle Regioni sia reso noto l’elenco completo delle sedi disponibili.

Rinvio incontro del 30 luglio al Ministero su "protocollo sicurezza"

Gio, 30/07/2020 - 17:46
Cisl Scuola, Flc Cgil, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams confermano - attraverso una lettera unitaria indirizzata al Capo di Gabinetto e al Capo Dipartimento Risorse Umane del Ministero dell’Istruzione - le ragioni che le hanno indotte a richiedere il rinvio dell’incontro previsto per la giornata di oggi, 30 luglio, avente per oggetto la sottoscrizione del protocollo di sicurezza. È infatti indispensabile poter disporre di un quadro di riferimento complessivamente più definito su diversi aspetti da prendere in considerazione, a partire dalla effettiva disponibilità di risorse su cui far conto per far fronte efficacemente all’attuazione delle misure indispensabili per la ripresa in sicurezza delle attività scolastiche in presenza. Cisl Scuola, Flc Cgil, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda-Unams rimangono in attesa di una nuova convocazione che soddisfi le condizioni indicate nella lettera, ritenendole la base per consentire una ripresa per tutti delle attività scolastiche in presenza con le indispensabili condizioni di sicurezza.

Ripresa attività didattica: richiesta unitaria di incontro alla Conferenza delle Regioni

Gio, 30/07/2020 - 17:09
Con una lettera unitaria indirizzata a Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Cisl Scuola, Flc Cgil, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda-Unams richiedono uno specifico incontro sulle problematiche concernenti la ripresa, a settembre 2020, dell'attività didattica in presenza, in considerazione dei rischi determinati dalla perdurante emergenza da covid-19. Di particolare rilievo le criticità riguardanti gli Enti Locali, non solo in tema di edilizia scolastica, ma anche per il ruolo fondamentale che dette amministrazioni svolgono a supporto della gestione dei servizi scolastici e per l'integrazione dell'offerta formativa.

ESTERO NEWS 17/2020 - Bando per selezione assistenti amministrativi

Gio, 30/07/2020 - 08:34
Sulla G.U. nr.58 del 28 luglio 2020 è stato pubblicato il bando per la selezione per la formazione della graduatoria degli assistenti amministrativi da destinare all’estero per l’area linguistica di tedesco. Requisiti di accesso
Possono partecipare alla selezione gli assistenti amministrativi che:
  • abbiano maturato, all’atto della domanda, un servizio effettivo, dopo il periodo di prova, di almeno tre anni nel profilo professionale
  • siano in possesso della certificazione linguistica per la lingua tedesca non inferiore al livello B2 del QCER
  • non siano stati restituiti ai ruoli metropolitani per incompatibilità di permanenza nella sede estera per ragioni imputabili all’interessato
  • non siano incorsi in provvedimenti disciplinari superiori alla censura senza aver ottenuto la riabilitazione
Esclusioni dalla procedura
Non possono partecipare alla selezione:
  • gli assistenti amministrativi attualmente all’estero
  • coloro che abbiano già svolto all’estero due periodi di servizio, ciascuno di sei anni scolastici continuativi, separati da almeno sei anni di servizio sul territorio metropolitano
  • coloro che non possono assicurare, alla data di pubblicazione del bando, la permanenza in servizio all’estero per sei anni scolastici a decorrere dal 2020/21
Domanda di partecipazione
La domanda di partecipazione dovrà essere inoltrata, ESCLUSIVAMENTE per posta elettronica certificata, all’indirizzo ata.estero@postacert.istruzione.it, entro 15 giorni dalla pubblicazione del bando (scadenza 12 agosto 2020).
La domanda dovrà essere compilata sul modello allegato al bando e trasmessa unitamente alla copia di un documento di riconoscimento in corso di validità. Procedura
La procedura si articola in una selezione per titoli e in un successivo colloquio.
  • Selezione. Superano la selezione i candidati che, sulla base delle tabelle di valutazione dei titoli, raggiungo almeno 10 punti. Punteggio massimo 60 punti
  • Colloquio. E’ finalizzato all’accertamento dell’idoneità relazionale richiesta per il servizio all’estero, con particolare riferimento alle competenze linguistico – comunicative nella lingua afferente all’area di destinazione. La commissione esaminatrice ha a disposizione un massimo di 40 punti.
  • Graduatorie. Il punteggio sarà espresso in centesimi e si ottiene dalla somma del punteggio per i titoli e per il colloquio. A parità di punteggio si applicano le preferenze

GPS, sistema ancora bloccato. I sindacati chiedono al Ministero di rimediare con urgenza e di prorogare le scadenze

Mar, 28/07/2020 - 12:51
Continuano a ripetersi episodi di malfunzionamento del sistema che gestisce le domande di inserimento nelle nuove graduatorie provinciali per le supplenze (GPSJ. Da questa mattina risulta impossibile accedere ai form che gli aspiranti devono compilare e questo suscita oltre a evidente disagio anche grande preoccupazione, perché i termini previsti per la presentazione delle domande potrebbero risultare troppo stretti, stante l’enorme mole di accessi ipotizzabili. Ma altrettanto preoccupanti sono le conseguenze che un non corretto funzionamento del sistema può comportare rispetto alla regolare e tempestiva compilazione delle graduatorie, dalle quali si dovrà attingere per le tantissime nomine di supplenza cui sarà Inevitabile fare ricorso. Naturalmente ogni intoppo su tale procedura avrebbe pesanti ripercussioni sul regolare avvio delle attività scolastiche il prossimo settembre. Da qui la preoccupazione dei sindacati e la decisione di inviare un telegramma, a sottolineare l’urgenza del problema su cui è indispensabile intervenire immediatamente. 

La CISL Scuola incontri i neo dirigenti. Numerosissimi i partecipanti alla due giorni on line

Mar, 28/07/2020 - 08:52
Lo scorso anno si svolse a Bologna l'incontro organizzato dalla CISL Scuola per i neo dirigenti scolastici, che vide un numero straordinarioa di partecipanti provenienti da tutte le regioni d'Italia, come attesta l'immagine qui riproposta. Quest'anno l'emergenza coronavirus ha imposto una diversa modalità di svolgimento, ma l'appuntamento formativo on line, aperto nella giornata di ieri e che proseguie anche oggi e domani, fa registrare una nutrita partecipazione, con moltissimi accessi alla piattaforma utilizzata per l'evento. Ieri i lavori sono stati aperti dagli interventi di Maddalena Gissi, segretaria generale CISL Scuola, e della segretaria nazionale con delega alla dirigenza scolastica, Paola Serafin. È seguita la relazione di Angelo Paletta, ordinario dell’Universita di Bologna. Oggi intervengono Sabrina Boarelli, Adelaide Ponziani, Cristian Pagliariccio, Raffaele Vitale. Coordina Viviana Ranucci. Nella terza giornata relazioni di Luigi Vaccari e Fabrizia De Cuia. Una saluto da parte dell’Amministrazione è stato portato oggi dalla dott. Giovanna Boda, capo dipartimento per le risorse umane del Ministero dell’Istruzio

Incontro sulle assunzioni dei dirigenti scolastici vincitori di concorso

Lun, 27/07/2020 - 22:04
Si è svolto nel tardo pomeriggio di lunedì 27 luglio l’incontro relativo alla procedura per l’assunzione dei dirigenti scolastici vincitori dell’ultimo concorso. L’Amministrazione ha informato i sindacati di aver già inviato richiesta al MEF per assumere su un numero di posti pari a quello risultante dal prospetto già diffuso e che qui nuovamente si allega. I dati sulla base dei quali l’Amministrazione ha chiesto l’autorizzazione risalgono al 24 luglio e comprendono anche le richieste di restituzione al ruolo di provenienza formalizzate entro quella data. Pertanto, i posti per le assunzioni sono 458 a cui aggiungere 29 posti accantonati per il concorso 2011 e 42 trattenimenti in servizio. L'ostinazione manifestata nel dar vita ai processi di dimensionamento, talvolta anche per poche unità di allievi al di sotto del limite previsto, ha contribuito a contrarre il numero dei posti disponibili per le assunzioni. Inoltre, non sono stati resi disponibili i posti accantonati per i cosiddetti “asteriscati” o comunque per tutti i casi in cui vi è un contenzioso pendente, anche se di fatto risolto in fase di mobilità interregionale.
Poichè la richiesta al MEF è stata presentata prima del confronto con le organizzazioni sindacali, appare evidente come non vi sia più alcuna possibilità di incidere sui criteri utilizzati. Contrariamente a quanto avvenuto lo scorso anno in alcune Regioni, anche le sedi con incarico nominale potranno essere richieste in fase di attribuzione di incarico ai neodirigenti. Su questo aspetto abbiamo espresso la nostra soddisfazione, considerando che abbiamo sempre richiesto che si procedesse in tal direzione.
Il Ministero ha comunicato che intende replicare le stesse modalità di assunzione già esperite lo scorso anno, sia per quanto riguarda la considerazione delle tutele legate alla legge 104/92 (che sarebbero considerate solo nella fase regionale) sia per la gestione di eventuali rinunce e scorrimento di graduatoria. Secondo i dati forniti nel corso dell’incontro, nella precedente tornata di assunzioni vi sono stati 54 ricorsi e già 12 sentenze sono state eseguite.
La Cisl Scuola, come lo scorso anno, ha ribadito di non condividere la decisione di rinviare l’applicazione delle tutele legate alla legge 104/92 alla fase successiva all’assegnazione all’organico regionale. Ha inoltre richiesto di conoscere il numero delle restituzioni al ruolo di provenienza.
Le rinunce prima dell’assunzione dell’incarico sono state 60. Sono state inoltre sottolineate le gravi disparità nell’interpretazione della fase di mobilità interregionale tra le diverse Regioni, tanto che in alcuni casi non sono state prese in considerazione le richieste motivate da disabilità o assistenza a familiare disabile, mentre in altre Regioni queste situazioni hanno dato luogo al rilascio del nulla osta.
Il Ministero non ha fornito alcuna risposta per motivare l’assenza di coordinamento rispetto all’applicazione di criteri generali che sono nazionali. La CISL Scuola ha proposto che si possa considerare, con opportuno provvedimento, l’inserimento di tutti i rinunciatari in coda alla graduatoria, dopo gli idonei, per non disperdere le professionalità già selezionate dalla procedura concorsuale. L’Amministrazione ha dichiarato che si farà tramite presso il Ministro di questa richiesta. Ha infine proposto di sottoporre all’attenzione delle Organizzazioni Sindacali, per acquisirne le osservazioni, una bozza di provvedimento per regolare ed avviare le operazioni di assunzione.

Gissi: sulle domande di supplenza si rischia di andare in tilt. Indispensabile garantire la corretta gestione delle procedure

Lun, 27/07/2020 - 12:35
Come si poteva immaginare, l’enorme afflusso di istanze per l’inserimento nelle nuove graduatorie per le supplenze sta comportando più di un problema. Non mancano purtroppo quelli di funzionalità del sistema informatico cui è affidata la gestione delle domande: emergono incongruenze da correggere, si verificano spesso difficoltà di accesso per motivi di sovraccarico, la procedura è tutt’altro che semplice, specie per chi ha più opzioni a disposizione, e richiede comunque tempi notevoli per la compilazione di tutti i dati richiesti. Alcune tipologie di domande non possono proprio essere inoltrate, mancando al momento funzioni e opzioni necessarie.
Le sedi sindacali sono sottoposte a una mole di lavoro difficilmente sostenibile; anche integrando i servizi in presenza con quelli on line, è impossibile accogliere tutte le richieste di assistenza e consulenza. Si può dire che siamo, in moltissimi casi, al tutto esaurito. Altrettanta fatica la stanno facendo gli uffici dell’Amministrazione, assolutamente non in grado, pur con tutta la buona volontà, di fronteggiare una marea praticamente ingestibile.
Stiamo segnalando costantemente al Ministero tutte le anomalie del sistema che vengono riscontrate dalle nostre strutture, in modo che sia possibile provvedere tempestivamente con gli interventi necessari: va fatto il possibile per garantire a tutti un corretto inserimento della propria istanza e la giusta attribuzione dei punteggi spettanti, ma è chiaro che vi è un interesse generale ad un puntuale e regolare completamento delle operazioni, onde evitare errori e conseguenti motivi di contenzioso. Mai come quest’anno è indispensabile evitare problemi in avvio d’anno, alle scuole serve poter far conto da subito su stabilità e certezza.
Appare sempre più difficile che la scadenza programmata per il 6 agosto possa essere sufficiente ad assorbire senza problemi un numero di domande che supererà probabilmente il milione, in presenza di continui rallentamenti e disfunzioni del sistema; è grande la preoccupazione che ci viene manifestata da tantissimi aspiranti che non riescono a completare la procedura di inserimento della propria istanza per incongruenze tecniche.
Chiediamo all'Amministrazione di assicurare su tutto questo la massima attenzione e il massimo impegno. Roma, 27 luglio 2020 Maddalena Gissi, segretaria generale CISL Scuola

Convertito in legge il "Decreto Rilancio", scheda di lettura della CISL Scuola

Dom, 26/07/2020 - 23:16
 Il Decreto Rilancio è stato convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020 n. 77, pubblicata sulla G.U. n. 180 del 18 luglio 2020. L'Ufficio Sindacale della CISL Scuola, insieme all'Ufficio Legale, ha curato una dettagliata scheda di lettura prendendo in considerazione gli articoli che in modo diretto o indiretto riguardano il settore scuola.

Dalla Ministra per la Pubblica Amministrazione nuove indicazioni sulle modalità di lavoro negli uffici pubblici

Dom, 26/07/2020 - 22:58
Con la circolare n. 3 del 24 luglio 2020 la Ministra per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, ha fornito indicazioni su quanto prevede il decreto “Rilancio”, convertito dalla legge 77/2020 (Gazzetta Ufficiale n. 148 del 18 luglio 2020) in ordine alle modalità di prestazione di lavoro nell’ambito delle amministrazioni pubbliche, con riguardo alle opportunità previste nella fase più acuta dell’emergenza Covid-19 e alla necessità di contenere al minimo indispensabile lo svolgimento di attività in presenza nei diversi uffici.
Le nuove disposizioni tengono conto ora della nuova fase, in cui occorre “adeguare l’operatività di tutti gli uffici alle esigenze dei cittadini e delle imprese connesse al graduale riavvio delle attività produttive e commerciali”. Ne consegue, secondo quanto riporta la circolare, che la presenza del personale nei luoghi di lavoro non è più da intendersi “correlata alle attività ritenute indifferibili e urgenti”, mentre è da ritenersi superato l’istituto dell’esenzione dal servizio.
Le Amministrazioni devono dunque prevedere il rientro in servizio di tutto il personale, a prescindere dalle attività svolte; nel contempo le stesse dovranno “aggiornare ed implementare la mappatura di quelle attività che, in base alla dimensione organizzativa e funzionale di ciascun ente, possano essere svolte in modalità agile”, fermo restando che a tale modalità potrà essere destinato il 50% del personale, mentre non vi è più, come già detto, la possibilità di esentare dal servizio chi non è addetto a forme di lavoro agile.
Infine, viene richiamata la necessità di porre la necessaria cura al fine di associare “il previsto ritorno alla normalità con l’esigenza di garantire la tutela della sicurezza e della salute dei dipendenti”. A tal fine viene allegato alla circolare il Protocollo quadro per la “prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici in ordine all’emergenza sanitaria da Covid-19”, sottoscritto il 24 luglio scorso con le Organizzazioni Sindacali, di cui tener conto anche per l’adozione di protocolli specifici legati alle peculiarità organizzative di ogni singola amministrazione.
Non è escluso che anche il Ministero dell'Istruzione, come avvenuto ai primi di  marzo dopo la Direttiva 1 della Funzione Pubblica, intervenga con più dettagliate indicazioni per quanto riguarda in modo specifico il settore scuola.

ESTERO NEWS 16/2020 - Chiesto incontro urgente su situazione Asmara

Sab, 25/07/2020 - 20:51
Con una lettera al responsabile dell'Ufficio V del Ministero degli Esteri -  inviata per conoscenza al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione del Ministero dell'Istruzione - CISL Scuola, FLC CGIL, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams hanno chiesto un incontro urgente sulla difficile situazione all'IISO di Asmara. I sindacati ritengono importante "confrontarsi sull’eventuale possibilità di una sospensione delle attività dell'IISO di Asmara, dunque sul contingente 2020/21 e sui fattibili criteri dei trasferimenti d'ufficio, dal momento che le procedure burocratiche per l'invio dei docenti all'estero richiedono tempi che già adesso rischiano di compromettere il corretto avvio dell'a.s. 2020/21". La richiesta delle organizzazioni sindacali è di una convocazione urgente, alla quale auspicano sia presente anche il Ministero dell'Istruzione, "per essere informate sulle ipotesi di rimodulazione del contingente e sui criteri che il MAECI intenderebbe seguire per i trasferimenti d'ufficio".

Incarichi ai nuovi Dirigenti Scolastici, lunedì 27 confronto al Ministero

Sab, 25/07/2020 - 11:54
La Direzione Generale per il personale scolastico del Ministero dell'Istruzione ha convocato le organizzazioni sindacali per la riunione che si terrà in videoconferenza il giorno 27 luglio 2020, alle ore 16,00 per l’attivazione del confronto sui criteri di attribuzione degli incarichi ai DS neoassunti a decorrere dall’anno scolastico 2020/2021.
Al riguardo, riportiamo in allegato il prospetto delle disponibilità indicate dall’Amministrazione.

Nuove GPS, le FAQ sul sito del Ministero dell'Istruzione

Sab, 25/07/2020 - 08:48
Il Ministero dell'Istruzione ha attivato un servizio di FAQ suille problematiche connesse alla presentazione delle istanze di inserimento nelle nuove Graduatorie Provinciali per le Supplenze. Prosegue intanto, per gli iscritti CISL Scuola, l'attività di assistenza e consulenza a cura delle strutture territoriali dell'organizzazione. PAGINA DELLE FAQ DEL MI SEDI TERRITORIALI CISL SCUOLA

Il vero capitale su cui investire

Ven, 24/07/2020 - 10:09
Penultimi per numero di laureati in Europa, quart’ultimi quanto a percentuale di diplomati, appena il 62%, 15 punti al di sotto della media europea. E poi ancora i poco invidiabili primati: il numero dei Neet, cioè i giovani che non lavorano e non studiano, arrivati a 2 milioni, il 22%, assieme al record di abbandoni precoci della scuola. Sono i cosiddetti Elet (Early leavers from education and training), 561mila ragazzi, il 13% del totale. Giovani che non concludono gli studi e che, perciò, hanno ancora più difficoltà a trovare poi un’occupazione, finendo per ingrossare il girone dei Neet e degli inattivi. La fotografia dei livelli d’istruzione che l’Istat ha consegnato ieri segnala ancora una volta come il nostro Paese soffra non solo di una povertà materiale, ma di un più profondo impoverimento culturale e sociale, che è a sua volta una delle cause della scarsa crescita economica e dell’innescarsi della spirale negativa del sottosviluppo. L’Italia, già culla del sapere e delle scienze nel Continente, non riesce più da tempo a tenere il passo degli altri Paesi e vede il suo capitale umano svalutarsi progressivamente. Anche perché, quando pure si forma, s’accumula e cresce – come avviene per la porzione di giovani più istruita – preferisce poi prendere la via dell’estero per trovare un lavoro soddisfacente sul piano economico e della realizzazione personale. Le registrazioni ufficiali parlano di oltre 1 milione di italiani emigrati solo nell’ultimo lustro, ma è una stima largamente per difetto. E se pensiamo che per ogni laureato lo Stato ha impegnato risorse pubbliche per circa 100mila euro (80mila un diplomato), si ha un’idea del grave peso di questo investimento oggi purtroppo a perdere. È un impoverimento progressivo, il nostro, che viene da lontano. La strategia Europa2020, elaborata oltre 10 anni fa, aveva tra i suoi obiettivi l’innalzamento della quota di 30-34enni in possesso di un titolo di studio terziario, considerato un obiettivo fondamentale per quella “società della conoscenza” verso cui eravamo avviati e in parte già siamo. Eppure nel 2019 – già prima quindi dello sconquasso del coronavirus – la quota di giovani italiani laureati o con istruzione terziaria (27,6%) non è risultata in crescita, anzi è leggermente diminuita: -0,2 punti rispetto al 2018. E questo mentre i nostri partner-concorrenti Francia, Spagna e Regno Unito non solo hanno già ampiamente superato la quota obiettivo del 40% di laureati ma hanno proseguito nella crescita. Sfruttando tra l’altro le opportunità offerte dai corsi post-diploma e da lauree brevi che effettivamente offrono sbocchi lavorativi. Da noi, al contrario, gli Istituti tecnici superiori, per quanto di qualità, sono ancora poco diffusi e per molti corsi di laurea la divisione nel 3+2 si è rivelata poco funzionale. Un’inversione di tendenza in questo quadro è quindi non solo necessaria ma indifferibile. E trova oggi un’occasione irripetibile di stimolo e finanziamento concreto nel piano di Recovery Fund messo a punto dall’Unione Europea, non a caso chiamato Next generation Ue (prossima generazione europea). Ecco allora la priorità d’investimento che il governo è chiamato a mettere nero su bianco nel progetto da presentare a Bruxelles e sul quale ricostruire anche parte della nostra credibilità perduta. Non riduzione d’imposte o sussidi a pioggia, ma un reale investimento sul capitale umano, fatto di miglioramento del sistema di istruzione, più borse di studio, formazione continua per tutti, incremento dei percorsi professionalizzanti, master post-diploma, un migliore collegamento scuola-lavoro, politiche attive efficaci e non solo stage a perdere. Un progetto complessivo per il Paese che non riguarda solo l’attuale esecutivo e il Parlamento, ma dovrà avere come protagonisti, oltre ai sindacati e al Terzo settore, soprattutto gli imprenditori. Se infatti non saranno le imprese le prime a credere nei giovani, a valorizzarne i talenti, superando le tentazioni della sotto-retribuzione e dello sfruttamento del precariato, non ci sarà alcun futuro. Non per i giovani, certo. Ma neppure per le aziende e in definitiva per tutti noi.

Un anno costituente per la scuola italiana

Mer, 22/07/2020 - 13:07
Caro direttore, dopo un lungo sonno il Paese torna a parlare di scuola, seppure sotto la scure dell’emergenza Covid-19. Le misure imposte dal governo per contenere la diffusione del virus hanno tenuto banco in una discussione che nonostante tutto ha riproposto il ruolo della scuola nella società italiana. Meno evidente è invece il ruolo della scuola rispetto alla crescita economica del Paese. Esiste tuttavia uno strettissimo legame fra sviluppo e investimento in educazione, come dimostrato proprio dal caso italiano dove, a un lungo periodo di bassi investimenti in scuola, università e ricerca corrisponde non casualmente una lunghissima fase di tassi di crescita inferiori alla media europea. È venuto anche il momento di domandarsi se le competenze offerte dalle nostre scuole siano adeguate a questa nostra epoca, così segnata da trasformazioni profonde non solo delle imprese, ma della vita quotidiana. In altre parole occorre domandarsi se la scuola che ha chiuso i battenti in febbraio fosse rispondente ai bisogni di un Paese che prima del coronavirus aveva profondi problemi di sviluppo e crescente divaricazione fra regioni e fra gruppi sociali.
Si ricordi a questo proposito che da oltre venti anni l’Italia non cresce a sufficienza per rispondere al bisogno di lavoro dei nostri giovani, ma soprattutto si sono acuite quelle differenze sociali che erano già evidenziate crudelmente dal tasso di dispersione scolastica. Se nel Nord la dispersione si avvicinava già prima del Covid alla media europea di un ragazzo su dieci che non finiva la scuola, nel Mezzogiorno si raggiungevano percentuali del 25%, come dire che un ragazzo ogni quattro spariva dal radar della scuola, con punte ancora più alte nelle aree metropolitane. Ed è evidente che il Covid ha esasperato questa situazione, che chiama in campo i valori fondanti della nostra convivenza democratica. Allora bisogna guardare non solo a settembre, ma ben oltre settembre, verso un anno che deve avere un valore costituente per la scuola italiana, in primo luogo richiamando il valore che la nostra Costituzione attribuisce alla scuola come luogo necessario per rimuovere ogni vincolo al pieno sviluppo della persona e del cittadino.
Altro pilastro sarà affrontare con rinnovata convinzione il tema dell’autonomia e del rapporto con il territorio. L’autonomia scolastica risale al 1997, quando l’allora governo Prodi, in previsione dell’entrata nell’euro, avviò con i decreti Bassanini una profonda riforma dell’intero impianto organizzativo dell’amministrazione italiana, che tuttavia è stata progressivamente insabbiata, per tornare a una visione in cui ogni momento della nostra vita quotidiana deve essere regolato da ordinanze e regolamenti, fatto che oggi ci viene fortemente imputato come principale vincolo allo sviluppo del Paese. L’autonomia scolastica non è né l’abbandono di ognuno al proprio destino, né tanto meno lo scaricabarile delle responsabilità del vertice nelle mani dei sottoposti, ma è e deve essere il modo con cui nelle diverse realtà territoriali si risponde a eguali obblighi formativi. Un’autonomia solidale e responsabile richiede quindi di riconoscere che le condizioni di una piccola scuola di montagna – dove il problema è la mancanza di bambini, perché questo resta un Paese in caduta demografica – sono diverse da quelle di una scuola tecnica nel centro di Palermo, dove si accumulano i problemi della congestione metropolitana. Tutti però, partendo dalla propria realtà, debbono essere posti in condizione di raggiungere gli stessi risultati formativi in tutto il Paese, con l’aiuto di un sistema di valutazione che supporti i dirigenti, il personale tutto, le famiglie a operare con il territorio per raggiungere obiettivi che debbono essere riconosciuti come patrimonio della loro comunità. Per questo l’autonomia solidale e responsabile richiede patti educativi di comunità per coinvolgere tutte le forze vive di un territorio nel riportare al suo centro la vita della scuola. E qui si riapre il tema delle competenze. Nel ’900 le competenze che la scuola doveva fornire per sostenere lo sviluppo erano frammentate, specializzate, gerarchiche. Oggi lo sviluppo richiede persone che sappiano comprendere e gestire problemi complessi, usare in modo integrato le tecnologie digitali che segnano la vita quotidiana, saper fare squadra riconoscendo le conoscenze dell’altro, costruire comunità per governare l’incertezza. Solidarietà e responsabilità sono allora i cardini di un programma educativo che – ben oltre settembre – deve diventare il centro di un anno costituente per la nostra scuola e in fondo per tutto il nostro Paese.

Nuove GPS, le domande dal 22 luglio al 6 agosto

Mar, 21/07/2020 - 14:14
Con decreto n. 858 del Capo Dipartimento Istruzione del MIUR, emesso in data 21 luglio 2020, viene fissato dalle ore 15 del 22 luglio alle ore 23,59 del 6 agosto 2020 il periodo nel quale sarà possibile inviare, tramite Istanze on Line, le domande di inclusione nelle nuove Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), utilizzabili per le nomine di durata annuale o fino al termine delle lezioni, e contestualmente nelle graduatorie di istituto per le supplenze di breve durata.

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