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Aggiornato: 38 min 41 sec fa

Gissi: sulla scuola e sui sindacati Galli della Loggia prigioniero del pregiudizio.

2 ore 10 min fa
L’intervento del prof. Galli della Loggia sul Corriere della Sera di oggi mostra ciò che un grande intellettuale non dovrebbe mai essere: superficiale, arrogante, maleducato. Le ultime due sono doti che attengono al carattere più che all’intelligenza. Quanto all’arroganza, non ci sorprende, e sotto questo aspetto il pezzo di oggi può essere rubricato come l’ennesima recidiva. La maleducazione poteva invece risparmiarsela, il professore, evitando battute sprezzanti sul piano personale a un dirigente sindacale, cui va la mia solidarietà: un attacco indecente, che non ha niente da spartire con l’esercizio del diritto di critica.
Nel merito della reprimenda che ancora una volta viene rivolta ai sindacati, colpevoli di un presunto sfascio della scuola italiana e di un’altrettanto presunta caduta di qualità e prestigio della classe insegnante, non c’è davvero una virgola in più rispetto a quanto, periodicamente, Della Loggia propina ai suoi lettori. Uno sfoggio di luogocomunismo, dove la superficialità si alterna alla vera e propria falsificazione dei fatti (oltre che delle opinioni), corredata da alcune evidenti omissioni: tra queste, la mancanza di ogni accenno al fatto che le retribuzioni del personale docente sono in Italia fra le più basse in Europa, così come è inferiore alla media la percentuale di risorse che il nostro Paese investe in istruzione, rispetto al suo prodotto interno lordo. Ed è evidente che la prima condizione consegue in buona parte dalla seconda.
Ma questi sono dettagli trascurabili, per il professore: nella sua visione vagamente aristocratica del mondo, quindi anche della scuola, i nostri guai nascerebbero dalla mancanza in Italia di un forte associazionismo professionale, cui farebbe riscontro la presenza di un sindacalismo a composizione indistinta (associando non solo gli insegnanti) e rappresentativo unicamente del precariato. Ammesso – e non concesso - che rappresentare tutte le professionalità operanti nella scuola, e in esse tanti lavoratori precari (non per loro colpa né per loro scelta) sia una diminutio di ruolo e di prestigio, ci è molto facile dimostrare come la stragrande maggioranza del personale liberamente iscritto ai maggiori sindacati del settore sia costituita da insegnanti di ruolo. Assunti con un sistema di reclutamento che avrà mille difetti, come ne ha forse qualcuno anche la selezione dei docenti universitari, ma che non si migliora certamente - e ce lo dimostrano i fatti – con le ricette sbrigative di una “meritocrazia” prevalentemente di facciata. Quella, per intenderci, per la quale si può approfittare per anni e anni del lavoro di un docente, perché di questo si tratta, senza essersi minimamente preoccupati di sostenerlo con efficaci supporti formativi nel suo lavoro, salvo pretendere di saggiarne le attitudini e le competenze con una batteria di quesiti, e facendo di questo la ragione di un’infinita contesa. Riconoscere il valore dell’esperienza professionale acquisita nel concreto svolgimento di un lavoro difficile e prezioso (senza il quale la scuola semplicemente non potrebbe funzionare) non è invocare il todos caballeros, così come difendere gli aumenti stipendiali legati all’anzianità significa, nella presente condizione, tutelare l’unico fattore che impedisce a nostri stipendi di allontanarsi ancor di più da quelli del resto d’Europa. Dove peraltro l’anzianità è riconosciuta, come e talvolta più che da noi.
Faccia uno sforzo, il professor Della Loggia. Si degni di prendere in considerazione, oltre al proprio pensiero, anche quello che modestamente, faticosamente, generosamente e forse anche intelligentemente i sindacati, e fra essi quello che mi onoro di guidare, che è il più rappresentativo nel settore, tentano di produrre in termini di analisi, studio, riflessione e proposta sulle problematiche di un mondo che in larghissima parte rappresentano. Un mondo in cui cercano di vivere da protagonisti non solo rivendicando più attenzione e doverose tutele per chi vi opera, ma tentando di offrire il proprio contributo per farlo crescere e costantemente migliorare. Il ruolo e l’apporto critico dei nostri intellettuali sulla scuola è sempre prezioso, ma dovrebbe realizzarsi anche attraverso un’autentica capacità di ascolto e una conoscenza più attenta, e scevra da preconcetti, sul lavoro e sull’impegno dei sindacati nel nostro contesto politico e sociale. Roma, 5 giugno 2020 Maddalena Gissi, segretaria generale CISL Scuola

Scuola: Furlan (Cisl) Gissi (Cisl Scuola) Subito le linee guida nazionali per garantire l’apertura delle scuole a settembre in assoluta sicurezza

Gio, 04/06/2020 - 21:30
Abbiamo detto stasera al Presidente del Consiglio Conte che la riapertura delle scuole ai primi di settembre deve avvenire in assoluta sicurezza. Questa è oggi per noi la priorità” . Lo dichiarano la Segretaria Generale della Cisl Annamaria Furlan e la Segretaria Generale della Cisl Scuola Maddalena Gissi sull’incontro con il Governo. “E’ assolutamente necessario definire subito le linee guida nazionali come abbiamo fatto nelle scorse settimane con i protocolli sulla sicurezza , puntuali e dettagliati, per tutti i luoghi di lavoro. I tempi sono strettissimi. Dobbiamo sapere come garantire le necessarie distanze nelle aule scolastiche, tenendo conto della densità scolastica che non e’ uguale nelle varie province italiane, e soprattutto dobbiamo colmare le carenze enormi di organico che riguardano sia i docenti sia il personale ausiliario. La protesta dei sindacati della scuola, con lo sciopero dell'8 giugno, è dunque confermata . Il Governo deve sciogliere subito il nodo delle risorse per garantire a settembre la ripresa delle attività in presenza in tutte le scuole italiane ”. Roma, 4 giugno 2020
Ufficio Stampa CISL

Scuola in sciopero l'8 giugno, come aderire. Tutte le indicazioni in una scheda unitaria

Gio, 04/06/2020 - 18:54
Come aderire allo sciopero dell'8 giugno 2020, considerata la particolare situazione in cui si stanno svolgendo le attività scolastiche? Lo spiega una scheda predisposta dalle cinque organizzazioni promotrici dello sciopero.
Non essendovi attività in presenza, ogni lavoratore dovrà comunicare formalmente alla propria scuola, il giorno stesso, la sua decisione di astenersi dal lavoro.
I dirigenti scolastici dovranno comunicare la propria adesione all'Ufficio Scolastico Regionale.
La scheda fornisce anche le indicazioni relative a servizi essenziali e alle modalità previste chi è impegnato in attività di scrutinio. Ragioni e obiettivi dello sciopero nella richiesta di conciliazione

Mancano i presidenti di commissione, nuova Ordinanza Ministeriale

Gio, 04/06/2020 - 16:48
Con l’Ordinanza Ministeriale n. 21 del 3 giugno 2020 la ministra Azzolina ha dato disposizioni agli Uffici Scolastici regionali per far fronte alla carenza di aspiranti alla nomina in qualità di presidente delle commissioni degli esami di Stato conclusivi del secondo ciclo di istruzione, poiché alla scadenza dei termini previsti per la presentazione delle domande queste sono risultate inferiori al numero delle commissioni d’esame previste.
Nell’ordinanza, si individuano due possibili procedure:
  1. affidamento dell’incarico a personale appartenente a diverse tipologie, puntualmente elencate, anche nel caso in cui non ne abbia fatto a suo tempo richiesta
  2. affidamento di un’ulteriore commissione ad un presidente già nominato, preferibilmente collocata presso la stessa istituzione scolastica o, in subordine, in scuola viciniore. Tale procedura può essere adottata anche prima di avvalersi di quella prevista al punto precedente
La funzione di presidente può essere esercitata anche nel medesimo distretto o città, con l’unica esclusione riguardante l’istituzione scolastica di servizio. In ultima istanza, i dirigenti degli Uffici scolastici regionali possono ricorrere a ulteriori messe a disposizione del personale docente ovvero a specifici ordini di servizio.

“Non tutte le aule consentono di ospitare gli alunni in sicurezza”. Intervista di Maddalena Gissi al quotidiano on line "In Terris"

Mer, 03/06/2020 - 21:48
I nodi da sciogliere per affrontare in condizioni di sicurezza un ritorno alle attività scolastiche in presenza, la necessità di investire per questo molte più risorse di quelle al momento stanziate nel decreto rilancio, l’esigenza di restituire la scuola alla sua dimensione più vera, fatta di socialità e di relazioni dirette fra docenti e studenti: questi i temi affrontati da Maddalena Gissi in una lunga intervista al quotidiano on line In Terris, nel quale vengono toccati molti punti oggetto della mobilitazione promossa dai sindacati. Non manca una risposta a sortite infelici di qualche sindaco, con l’invito agli amministratori locali a concentrarsi sul grande lavoro che andrebbe fatto, a partire da un controllo scrupoloso sull’effettiva idoneità dei locali scolastici per riaprirne in sicurezza le porte, e a provvedere con urgenza nel caso emergessero problemi da risolvere e carenze da colmare. “Politici e amministratori meno intenti a promuovere la propria immagine – sostiene la Gissi -, e più impegnati a risolvere concretamente i problemi, sono quello di cui la scuola oggi avrebbe veramente bisogno”. L'intervista

Risorse alle scuole per esami e ripresa in sicurezza delle attività

Mer, 03/06/2020 - 17:15
Con la nota n.1033 del 29/05/2020 il Dipartimento per le risorse umane e finanziarie e strumentali del Ministero dell’Istruzione ha fornito una serie di istruzioni operative sull’utilizzo delle risorse messe a disposizione delle scuole per l’attuazione delle misure necessarie allo svolgimento in condizioni di sicurezza dell'anno scolastico 2020/21 e degli esami di Stato 2019/20.
Si tratta delle risorse previste nel “decreto rilancio” (DL 34/2020), che stanzia 331 milioni di euro per sostenere la ripresa dell'attività didattica per il nuovo anno scolastico (art. 231, c. 1), assegnati in base ai criteri e ai parametri vigenti per la ripartizione del fondo per il funzionamento, e ulteriori 39,23 milioni di euro (art. 231, c. 7) utilizzabili per le esigenze connesse allo svolgimento in presenza degli esami di stato conclusivi del II ciclo di istruzione. In questo caso la ripartizione tiene conto del numero di studenti e di unità di personale coinvolto nelle operazioni di esame, oltre che del numero di plessi in cui articola la scuola. Prevista la possibilità di utilizzare una parte di queste risorse, nel caso in cui il Fondo di Istituto non presenti economie sufficienti, anche per remunerare – previa contrattazione d’istituto – eventuali attività aggiuntive svolte dal personale ausiliario, connesse all’esigenza di garantire nel corso degli esami la pulizia costante degli ambienti scolastici nel rispetto delle misure di sicurezza.
La nota contiene 6 allegati:
  • Allegato 1 - categorie merceologiche, strumenti CONSIP disponibili e link utili
  • Allegato 2 - possibili misure di semplificazione delle procedure per l'affidamento dei contratti pubblici
  • Allegato 3 - rapporti tra le scuole e gli Enti Locali in merito agli eventuali interventi di manutenzione degli edifici scolastici
  • Allegato 4 - possibili semplificazioni nelle procedure di affidamento di incarichi individuali
  • Allegato 5 - "Documento tecnico sulla rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico per lo svolgimento dell'esame di Stato nella scuola secondaria di secondo grado"
  • Allegato 6 - "Protocollo d'intesa - Linee operative per garantire il regolare svolgimento degli esami conclusivi di Stato 2019/2020"

Sciopero l’8 giugno per tornare a scuola in sicurezza, nessuna revoca. Comunicato dei sindacati

Mer, 03/06/2020 - 13:36
Lo sciopero di tutto il personale scolastico proclamato per lunedì 8 giugno è confermato e si svolgerà regolarmente. I sindacati hanno inviato alla Commissione di Garanzia una nota nella quale, oltre a confermare le motivazioni dello sciopero e la data dell’8 giugno per la sua effettuazione, spiegano le ragioni per le quali, a scuole chiuse, vengono meno a loro parere i motivi alla base dell’obbligo di preavviso di 15 giorni, legati esclusivamente alla necessità di comunicare alle famiglie quali livelli di servizio si preveda di poter erogare, anche sotto il profilo della custodia e vigilanza sui minori. Non essendovi oggi questa esigenza, che sussiste unicamente per la scuola, i sindacati ritengono sufficiente il preavviso di dieci giorni previsto in via generale per i pubblici servizi.
Lo sciopero resta pertanto confermato e riguarderà, per l’intera giornata, personale docente, educativo, ATA e Dirigenti Scolastici. Roma, 3 giugno 2020 Flc CGIL
CISL Scuola
UIL Scuola Rua
SNALS Confsal
GILDA Unams

La piccola Anne, eroina di Francia

Lun, 01/06/2020 - 15:54
Siamo a Palazzo Farnese, forse il più bello di Roma, con l’ambasciatore francese Christian Masset, per parlare della storia di Anne de Gaulle, la più piccola figlia del presidente francese. Una bambina down ma come diceva Charles de Gaulle «una bambina come le altre». Che importanza ha avuto nella vita del generale?
Charles de Gaulle è stato un personaggio importantissimo nella storia della Francia, perché non soltanto ha liberato la Francia, ha resistito contro l’oppressore, ha valorizzato il Paese dopo la guerra e l’ha ricostruito con la Quinta Repubblica. Un grande personaggio della storia che è stato anche un uomo straordinario, e non c’è nessun altro elemento nella sua vita che ci dia tanto la testimonianza della sua eccezionalità che la sua relazione con la figlia Anne. Si racconta che fu proprio il ritratto di Anne (una foto incorniciata) a salvare De Gaulle da un colpo di pistola.
A fine agosto 1962, momento di forti tensioni in Francia, era la fine della Guerra di Algeria, l’estrema destra compì un attentato in una piccola città della regione parigina, chiamata Petit-Clamart. L’attentatore sparò sulla macchina di De Gaulle. Un proiettile colpì proprio il generale, deviato e attutito da una cornice che conteneva una foto della figlia, che la moglie Yvonne portava sempre con sé, e che di fatto gli ha salvato la vita. Ma Anne ha trasformato completamente la vita del generale De Gaulle, e in qualche modo ha giocato un ruolo molto importante nella storia della Francia, perché si dice ed è vero, lui stesso l’ha detto, è stata Anne che gli ha dato la forza, il cuore e l’ispirazione e «senza Anne non so se avrei fatto tutto quello che ho fatto». Quando ha avuto questa bambina down, nel 1928, terza di tre figli, era chef de Battaillon in Germania. All’epoca non si sapeva cosa fosse la trisomia 21 e c’era un certo ostracismo nei confronti dei down. Lui disse subito: «Lei è un dono di Dio» e ha fatto, con sua moglie Yvonne, la scelta di tenerla a casa, di averla con la famiglia, di fare con lei una vita normale, in un periodo in cui la maggioranza dei bambini down era messa da parte, per “proteggerli”, si diceva, e a volte finivano nei manicomi. De Gaulle, uomo molto riservato, che incarnava l’autorità, con Anne era sempre tenero, attento. C’è una famosa foto- grafia di De Gaulle su una spiaggia in Bretagna, seduto su una sedia e la figlia sulle ginocchia, lui che nelle foto era sempre rappresentato come la statue du commandeur.
Durante la giornata, quando poteva, le raccontava storie per sviluppare la sua mente e il suo carattere. Ha fatto sempre tutto per farla sentire una bambina molto amata, come le altre. Molte scelte sono state fatte per lei. Ad esempio, comprò una grandissima casa, La Boisserie nella regione di Champagne, da dove veniva la sua famiglia, che è diventata la residenza di famiglia dei De Gaulle e dove è morto, nel 1970, a Colombey-les-Deux-Églises, dove è seppellita Anne e lo stesso generale con sua moglie. L’ha comprata per preservare questa vita familiare lontano dallo sguardo esterno. E si dice che alla vigilia della guerra, quando era stato nominato in Lorena, facesse aprire l’orto botanico alle 7 di mattina per andare da solo a passeggiare con Anne che, si dice ancora, era l’unica persona a cui il Generale obbediva.
Si può anche dire che forse ha trasformato la storia della Francia. De Gaulle vedeva Anne come un dono di Dio e nei fatti, contrariamente a ciò che si faceva in società all’epoca, è stato per lui il primo atto di resistenza. E questo gli ha dato ancora più forza per fare quello che ha fatto dopo: di andare a Londra, di opporsi al governo francese di Vichy, di portare la voce della Francia libera, di andare ad Algeri nel ‘43 e poi in Francia nel ‘44 per stabilire il governo provvisorio e tutto quello che poi è successo quando è stato richiamato come primo ministro nel ‘58 e successivamente presidente della Repubblica. Ma il primo atto di resistenza è stato proprio Anne. Diceva: «Mi permette di guardare al di là dei successi e dei fallimenti e mi porta sempre a guardare più alto». Anne morì a 20 anni a Colombey-les-Deux-Églises di polmonite tra le braccia di De Gaulle. Lui era devastato e distrutto durante la cerimonia funebre. Quando il funerale finì disse a Yvonne: «Vedi? Adesso è come gli altri». Questo atto di resistenza, in un periodo in cui questi bambini venivano emarginati e nella Germania nazista persino soppressi, ha oggi un’importanza enorme per il nostro modo di vedere diritti e uguaglianza delle persone.
Certamente. E ha svolto un ruolo importante nella resistenza e nell’opposizione di De Gaulle al regime nazista, perché vedeva e capiva meglio di altri e dall’inizio quanto fosse disumano. Oggi una fondazione intitolata alla famiglia De Gaulle assiste e accoglie bambine e ragazze con difficoltà...
Alla fine della guerra nel 1945 su iniziativa di Yvonne de Gaulle, totalmente appoggiata da Charles, venne creata una fondazione vicino a Parigi, a Milon-la- Chapelle, in un castello, per ospitare delle ragazze con disabilità, ma anche con difficoltà economica. Questa fondazione continua, ci sono decine di ragazzi che sono aiutati da questa fondazione ogni anno. Una nipotina del generale se ne occupa in questo momento. Il primo tesoriere della fondazione è stato George Pompidou, che dopo è diventato negli anni ‘60 primo ministro di De Gaulle e nel ‘69 presidente della Repubblica. Questa fondazione era un impegno molto forte di Charles e Yvonne de Gaulle. In questo modo Anne continua a essere fra noi.
Anne è tra noi. È stata una lezione di umanità per tutti e ha trasformato le nostre vite perché è stata un attore, per quello che ha dato al padre, della storia del paese. È appena uscito un film dedicato alla vita del generale De Gaulle e della sua famiglia...
Sì, era ora. Anche perché, dopo tutto quello che abbiamo vissuto in questi ultimi mesi, siamo in un mondo che ha bisogno di tornare alle radici, all’umanità, alle cose vere, ai veri valori. Alle relazioni tra genitori e figli... sentimenti che ci fanno più forti e più grandi. Penso sia proprio il momento giusto per godere di questo film e di questa storia che ha avuto un forte impatto su tutti noi, per lo meno noi francesi.

ESTERO NEWS 11/2020 - Trasferimenti d'ufficio personale all'estero

Sab, 30/05/2020 - 12:55
Di seguito la comunicazione del Ministero degli Esteri (MAECI) riguardante i trasferimenti del personale in servizio all'Estero. Per quanto riguarda l'ordine delle operazioni, quello delle precedenze, l'individuazione dei perdenti posto, le modalità di effettuazione dei movimenti restano sostanzialmente confermate le disposizioni contenute nella circolare n. 5 del 3 agosto 2017, cui si continua a fare riferimento nella comunicaziopne del MAECI. Con riguardo alle modalità attraverso le quali i trasferimenti d’ufficio saranno disposti da questa Amministrazione, si specifica che lo scrivente Ufficio invierà formale comunicazione agli interessati, per il tramite delle Ambasciate e degli Uffici consolari competenti, in merito al trasferimento disposto nei loro confronti, qualora ne ricorrano i presupposti e non si versi nell'ambito di applicazione del punto 4.2 della circolare.
La dichiarazione di accettazione e/o di rinuncia del trasferimento dovrà essere redatta compilando il modello di cui all’Allegato A della circolare n. 5, da inviare via pec all’indirizzo di posta certificata dgsp.05@cert.esteri.it - avendo cura di mettere in copia gli Uffici diplomatici di riferimento per opportuna conoscenza - entro tre giorni dalla notifica del trasferimento d'ufficio.
Si evidenzia che, in base alla predetta circolare, anche il mancato invio dell’accettazione e/o della rinuncia equivarrà a rinuncia, con conseguente restituzione ai ruoli metropolitani.
Successivamente, l’Ufficio V procederà alla pubblicazione dei trasferimenti d’ufficio sulla pagina web relativa alla sezione “Scuole italiane all’estero” del sito internet ministeriale, alla voce relativa ai trasferimenti, dandone comunicazione all’interessato/a.
Trasferimenti a domanda nelle Scuole Europee
Con riferimento alle modalità attraverso le quali operare i trasferimenti a domanda tra Scuole Europee, si indica quanto segue.
Le domande di trasferimento relative al personale in servizio presso le Scuole Europee dovranno essere redatte compilando il modello di cui all’Allegato B della Circolare n. 5.
Una volta compilata, la domanda di trasferimento dovrà essere trasmessa via pec entro cinque giorni lavorativi, dalla data di pubblicazione del testo della presente comunicazione, all’indirizzo di posta certificata dell'Ufficio (dgsp.05@cert.esteri.it) avendo cura di mettere in copia la direzione della Scuola Europea di riferimento per opportuna conoscenza.
È consentita la revoca della domanda di trasferimento entro i medesimi termini.
Scaduti i termini per la presentazione della domanda di trasferimento, non sarà più consentito integrare e/o modificare le preferenze già espresse (anche per quanto riguarda l’ordine delle medesime).
In base all'art. 4, comma 2 dello Statuto del personale distaccato presso le Scuole Europee, richiamato dalla Circolare n. 5, l'Ufficio V chiederà il parere dell'Ispettore Nazionale competente in merito al trasferimento.
Una volta ricevute le domande ed i pareri degli Ispettori nazionali, l’Ufficio V potrà procedere all'autorizzazione dei trasferimenti, redigendo graduatorie, distinte per codice funzione, relative al personale in servizio presso le Scuole Europee.
Le graduatorie saranno redatte sulla base dei criteri e dei punteggi indicati nell’Allegato 1 della presente comunicazione, per poi essere pubblicate sulla pagina web relativa alla sezione “Scuole italiane all’estero” del sito internet ministeriale, alla voce relativa ai Trasferimenti.
Contestualmente, tali graduatorie saranno trasmesse alle Scuole Europee al fine di una loro tempestiva notifica agli interessati. Sarà, inoltre, informata la Rappresentanza Permanente presso l’Unione Europea.
Entro 3 giorni (festivi inclusi) dalla pubblicazione, chi ha presentato domanda di trasferimento potrà avanzare reclamo motivato all’Ufficio V, utilizzando l’indirizzo di posta certificata dgsp.05@cert.esteri.it.
Decorso tale termine, l’Ufficio V provvederà tempestivamente ad esaminare gli eventuali reclami pervenuti, valutando la fondatezza, o meno, degli stessi sulla base delle motivazioni presentate da ciascun ricorrente.
Al termine dell’esame, l’Ufficio V redigerà graduatorie definitive, contenenti l’indicazione della sede assegnata a ciascun docente.
Le graduatorie saranno pubblicate sulla pagina web relativa alla sezione “Scuole italiane all’estero” del sito internet ministeriale, alla voce relativa ai trasferimenti; contestualmente, tali graduatorie saranno trasmesse alla Rappresentanza Permanente presso l’Unione Europea.
Disposizioni finali
I trasferimenti saranno condizionati dalle procedure relative al perfezionamento del Decreto inter-ministeriale di contingente, già firmato dal MAECI e dal MI. Tutto il personale in trasferimento è invitato a prendere visione del sito www.viaggiaresicuri.it
Si allega altresì l'elenco dei posti vacanti nelle Scuole Europee per l'a.s. 2020/21.

ALLEGATI VARI

Ven, 29/05/2020 - 23:40

Fallita la conciliazione fra sindacati e Ministero, proclamato lo sciopero della scuola per l'8 giugno

Ven, 29/05/2020 - 19:08
Tavolo di conciliazione: risposte insoddisfacenti da parte del Ministero. I Sindacati indicono lo sciopero della scuola l’8 giugno. Per ripartire servono investimenti straordinari, non piccoli aggiustamenti.
Si è svolto oggi in videoconferenza l’incontro col Ministero dell’Istruzione per il tentativo di conciliazione chiesto dai sindacati a seguito della proclamazione dello stato di agitazione. L’incontro, presieduto dal Capo di Gabinetto, Dott. Luigi Fiorentino, ha lasciato del tutto insoddisfatte le organizzazioni sindacali che l’avevano richiesto, rappresentate dai loro segretari generali.
Eccezion fatta per l’aggiornamento delle graduatorie dei supplenti, proposta che aveva già trovato risposta risolutiva nel testo di conversione del Decreto Scuola approvato nei giorni scorsi dal Senato, su tutte le altre questioni esposte nella lettera inviata per il tentativo di conciliazione le Organizzazioni Sindacali hanno dovuto prendere atto della totale assenza di precisi impegni da parte dell’Amministrazione.
In modo particolare, nessuna disponibilità rispetto alla richiesta di un potenziamento degli organici del personale docente e ATA, la cui necessità è resa evidente dai contenuti del documento con cui il Comitato Tecnico Scientifico indica le misure indispensabili per un riavvio in sicurezza delle attività in presenza, fissando parametri di distanziamento che imporranno un’articolazione del lavoro su gruppi ridotti di alunni. Tale documento, nel fornire un dettagliato quadro della situazione di cui si dovrà tenere conto nel programmare la riapertura delle scuole dal prossimo settembre, alla luce di tutte le precauzioni da adottare per prevenire rischi di contagio, ha reso ancor più evidente l’insufficienza delle risorse destinate al sistema d’istruzione per fronteggiare l’emergenza; per consentire di far fronte all’accresciuto fabbisogno di docenti e collaboratori scolastici, oltre che alla necessaria dotazione di materiali igienico sanitari e di DPI per alunni e personale, occorre infatti prevedere un loro sostanzioso incremento. Se davvero si vuol tornare in sicurezza alle attività in presenza, non bastano piccoli aggiustamenti, servono investimenti straordinari.
Ugualmente non accolte, nell’incontro di oggi, tutte le altre richieste avanzate dai sindacati: garantire il rigoroso rispetto del limite di 20 alunni per classe in caso di presenza di allievi con disabilità, rivedere almeno nella presente emergenza i parametri per il dimensionamento delle istituzioni scolastiche, provvedere alla messa in sicurezza degli edifici, promuovere modifiche normative che sottraggano i Dirigenti Scolastici da responsabilità improprie in merito alla manutenzione degli edifici, incrementare le risorse del FUN per la Dirigenza, prevedere un concorso riservato agli assistenti amministrativi facenti funzione di DSGA. Tutto ciò si aggiunge alla mancata attuazione degli impegni che avrebbero consentito a molti precari con almeno tre anni di servizio una stabilizzazione del rapporto di lavoro già il prossimo settembre, così come non vi è alcuna certezza sulle risorse da destinare al rinnovo del Contratto per il triennio 2019-21.
Dall’esito totalmente negativo del tentativo di conciliazione consegue la decisione dei sindacati di indire lo sciopero di tutto il personale della scuola statale per l’intera giornata di lunedì 8 giugno.
È una decisione assunta nella piena consapevolezza del carattere straordinario della situazione in cui la scuola si trova costretta a operare, in un contesto di generale emergenza per l’intera collettività, nel quale tuttavia sono emersi con ancor più evidenza ritardi e carenze da cui il nostro sistema è afflitto per la mancanza di un adeguato livello di investimento, evidenziato più volte negli ultimi anni nelle indagini e nei confronti internazionali. Proprio per questo si fa oggi ancor più pressante la necessità di ridare a istruzione e formazione la dovuta centralità nelle scelte politiche, perché il superamento dell’attuale emergenza, con un ritorno in piena sicurezza alle attività in presenza, segni anche per il sistema scolastico un momento importante di rinnovamento e di crescita. È forte il timore per la riapertura delle scuole, mancando ad oggi un progetto chiaro e ben definito sulle modalità con cui tornare all’attività didattica in presenza. Il personale della scuola ha dato in questi mesi una grande prova di responsabilità, senso civico, passione per il proprio lavoro: non possono essere queste le uniche risorse su cui far conto, è il momento che faccia fino in fondo la sua parte chi ha la responsabilità di governare il Paese. Roma, 29 maggio 2020 Flc CGIL Francesco Sinopoli
CISL Scuola Maddalena Gissi
UIL Scuola Rua Giuseppe Turi
SNALS Confsal Elvira Serafini
GILDA Unams Rino Di Meglio

Primo incontro del Tavolo nazionale permanente per gli Esami di Stato

Gio, 28/05/2020 - 21:22
Si è svolto oggi, giovedì 28 maggio, il primo incontro del Tavolo nazionale permanente per gli Esami di Stato. Il Tavolo è stato istituito il 22 maggio ed è composto dai Segretari generali dei Sindacati firmatari del Protocollo del 19/05/2020, dal Capo di Dipartimento Dott.ssa Giovanna Boda e da altri rappresentanti dell’Amministrazione, da Pasquale Morano per l’Associazione Croce Rossa Italiana e Giuseppe Goduto del Dipartimento per la Protezione civile.
L’incontro di oggi è stato il primo di molti altri che seguiranno, ed ha avuto lo scopo di esaminare le principali problematiche evidenziate dai sindacati circa lo svolgimento degli esami di stato, oltre ad approfondire i contenuti della nota per l’attribuzione alle istituzioni scolastiche delle risorse derivanti dal DL 34/2020.
Tra i problemi emersi durante la discussione, è stato richiamato in particolar modo quello dei lavoratori in situazione di fragilità. Sono state chieste indicazioni circa le modalità di individuazione e relativamente alla definizione giuridica dell’eventuale inidoneità temporanea al lavoro in presenza.
Altro tema è stato quello della eventuale sostituzione dei collaboratori scolastici durante l’esame e delle incentivazioni per il maggior impegno richiesto al personale dalla situazione epidemiologica. Su questo ultimo aspetto, le Organizzazioni sindacali hanno chiesto che gli importi non incidano sugli attuali stanziamenti del Fondo per il Miglioramento dell’Offerta formativa.
Il dott. Greco, Direttore Generale per le risorse umane e finanziarie del Ministero, ha fornito alcuni chiarimenti relativamente ai 39,23 milioni di euro stanziati al fine di garantire il corretto svolgimento degli Esami di Stato ed ha invitato ad utilizzare il Servizio di Assistenza Help Desk Amministrativo contabile. Sarà inoltre attivato un servizio Faq.
La Dott.ssa Giovanna Boda, Capo Dipartimento per le risorse umane e finanziarie, ha poi raccolto le segnalazioni circa incertezze interpretative sullo svolgimento degli Esami ed ha invitato a fissare un incontro con la Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione.
Durante l’incontro è stato sottolineato il ruolo fondamentale attribuito ai tavoli regionali che avranno il compito di adattare le diverse misure di prevenzione alla specifica situazione epidemiologica. È quindi importantissimo che sia sollecitata l’attivazione di questi tavoli, là ove non siano stati già convocati.

Attribuzione degli incarichi ai Dirigenti, concluso il confronto col Ministero

Gio, 28/05/2020 - 15:00
Si è concluso mercoledì 27 maggio il Confronto avviato tra le Organizzazioni Sindacali e il Ministero circa i contenuti della nota sulle operazioni di attribuzione degli incarichi dirigenziali. Nonostante le richieste, espresse da tutte le sigle, di introdurre modifiche alla bozza che era stata presentata, l’amministrazione ha mantenuto una posizione decisamente contraria a prevedere mutamenti di incarico in costanza di contratto, sostenendo un indirizzo generale orientato al mantenimento della continuità dell’azione dirigenziale sulle istituzioni scolastiche assegnate. Durante l’incontro, pertanto, non è stata fornita alcuna disponibilità a raggiungere un’intesa o a discutere eventuali proposte alternative che riguardavano essenzialmente la mobilità interregionale.
Le modalità adottate per l’assegnazione delle sedi al termine dell’ultima procedura concorsuale hanno certamente acuito le criticità già esistenti e un numero elevato di dirigenti scolastici presta attualmente servizio in una regione differente da quella di residenza. Il concorso infatti ha visto una commistione tra fase nazionale e regionale e l’applicazione solo in fase regionale di alcune tutele (es. assistenza a familiare disabile) che, a parere della nostra organizzazione, avrebbero dovuto essere riconosciute prima dell’assegnazione alla regione.
La CISL Scuola ha più volte richiesto la disponibilità del Ministero ad affrontare le difficoltà che si erano palesate, ma la richiesta non è mai stata accolta. Le proposte della nostra Organizzazione, che abbiamo anche anticipato all’Amministrazione prima dell’incontro, si possono così riassumere:
  • tutelare prioritariamente le situazioni riconosciute dalla legge 104/1992 sia per situazioni personali che per assistenza a familiari
  • rendere esplicita la non applicazione, in via ordinaria, dell’obbligo generalizzato di rotazione degli incarichi in applicazione della normativa anticorruzione
  • prevedere l’accesso alla mobilità interregionale anche in costanza di contratto e anche in deroga al vincolo triennale presso la regione assegnata, in caso di gravi e comprovate motivazioni di natura personale o familiare
  • considerare per l’anno di riferimento l’intera quota del 30 per cento prevista dalla mobilità interregionale
La CISL Scuola ha proposto inoltre di assegnare incarichi annuali presso istituzioni scolastiche anche di altre regioni, fermo restando il contratto triennale in essere. Si sarebbe trattato di introdurre in via straordinaria ed emergenziale una fase di assegnazione annuale agli istituti scolastici normo-dimensionati disponibili (es. per comandi ed assegnazioni presso altre amministrazioni, ecc.), altrimenti comunque destinati a reggenza annuale. La realizzazione di quest’ultima proposta, in analogia a quanto avviene per la mobilità annuale del personale docente, non avrebbe influito in alcun modo sul numero di sedi destinato alle procedure di assunzione, poiché si tratta di posti non vacanti. Avrebbe consentito dunque un riavvicinamento dei dirigenti alle loro famiglie e nello stesso tempo non avrebbe avuto impatto sulle procedure di assunzione, né sul numero delle reggenze.
Durante l’incontro è stato rilevato dalle Organizzazioni Sindacali come l’intransigenza dell’Amministrazione sia destinata a produrre un prevedibile contenzioso; si è persa in sostanza l’occasione di introdurre quegli elementi di governo che avrebbero potuto determinare migliori condizioni organizzative e la necessaria semplificazione di un sistema di gestione sempre più avvitato su se stesso e inutilmente gravoso.

Procedura abilitante, al via la presentazione delle domande di partecipazione

Gio, 28/05/2020 - 13:00
Sul sito del Ministero dell'Istruzione, nella Piattaforma "Concorsi e Procedure selettive", è aperta, da oggi e fino alle 23,59 del 3 luglio 2020, la "finestra" per la presentazione delle domande da parte dei candidati che intendono partecipare alla Procedura straordinaria per esami, finalizzata all’accesso ai percorsi di abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado su posto comune ai sensi del D.D. 497 del 21 aprile 2020.
Ricordiamo che i candidati possono produrre domanda in un un'unica Regione e per una sola classe di concorso che non sia ad esaurimento.
Il requisito richiesto è avere svolto almeno 36 mesi di servizio, tra l'anno scolastico 2008/2009 e l'anno scolastico 2019/20, su posto comune o di sostegno nelle scuole statali di ogni ordine e grado, nelle scuole paritarie di qualunque grado, nei percorsi di Istruzione e formazione professionale (per gli insegnamenti riconducibili alle classi di concorso di cui al DPR 19/2016), di cui almeno uno prestato nella specifica classe di concorso per la quale si partecipa.
In allegato la scheda illustrativa predisposta dalla CISL Scuola.

Solidarietà dei sindacati alla ministra Azzolina. Incivile esprimere dissenso in modi offensivi e violenti

Mer, 27/05/2020 - 16:44
I segretari generali dei cinque maggiori sindacati del settore esprimono solidarietà alla ministra Lucia Azzolina con il comunicato che di seguito si riporta.
"Tutta la nostra solidarietà alla ministra Lucia Azzolina, la più ferma condanna per atteggiamenti che denotano un preoccupante livello di stupidità e inciviltà.
Il diritto di esprimere il proprio dissenso è un principio fondante della democrazia, mai però quel diritto può degenerare in forme intollerabili di offesa e di violenza.
Chi opera nel mondo della scuola ha in questo senso una responsabilità in più, essendo chiamato a trasmettere valori sanciti dalla Costituzione anche attraverso la propria diretta testimonianza
". Roma, 27 maggio 2020 Francesco Sinopoli, Maddalena Gissi, Giuseppe Turi, Elvira Serafini, Rino Di Meglio

Concorsi straordinari, sospesi i termini per la presentazione delle domande

Mer, 27/05/2020 - 15:43
Con una nota del Capo Dipartimento Istruzione il Ministero comunica che sono sospesi i termini a suo tempo indicati (28 maggio - 15 giugno) per la presentazione delle domande di partecipazione alla procedura straordinaria per titoli ed esami per l’immissione in ruolo di personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado su posto comune e di sostegno.
La decisione deriva dalla necessità di provvedere, prima che si avvii la presentazione delle istanze, all'implementazione del numero dei posti messi a concorso. Sulla questione, che era stata oggetto di comunicazioni a margine dell'incontro di informativa svoltosi lunedì scorso per la presentazione del DM sulla "call veloce", la CISL Scuola aveva richiesto l'attivazione del confronto, che è stato fissato per giovedi' 28 maggio alle ore 8.30.
Resta invece confermata per il 28 maggio l'apertura delle funzioni per l'invio delle istanze di partecipazione alla procedure straordinaria per l'accesso ai percorsi di abilitazione su posto comune della secondaria di I e II grado

"A settembre, tutti gli studenti in classe". Articolo di Maddalena Gissi

Mer, 27/05/2020 - 09:30
La newsletter di “Nuovi Lavori”, impresa non profit presieduta da Raffaele Morese e operante nel campo della ricerca, consulenza e assistenza sulle politiche attive del lavoro, dedica gli approfondimenti della sua newsletter  (n. 256 del 19 maggio) ai temi della scuola e delle prospettive di ritorno alle attività in presenza (''La cura della scuola nella pandemia'').
Nel suo intervento la segretaria generale CISL Scuola Maddalena Gissi sostiene le ragioni per cui la riapertura delle scuole con tutte le garanzie di sicurezza imposte dalla perdurante emergenza anticontagio meriti di essere considerata una priorità su cui investire le necessarie risorse.
Nello stesso numero interventi dello stesso Morese, di Andrea Gavosto, Andrea Gandini, Massimo Cacciari (appello), Carlo Borgomeo, Alessandro D'Avenia, Marino Lizza, Marco Rossi Doria, Mirella D'Ascenzo, Matteo Foschi.

Call veloce, presentati ai sindacati i contenuti del Decreto Ministeriale

Mar, 26/05/2020 - 16:17
Nel pomeriggio di lunedì 25 maggio si è tenuta l'informativa sulla "call veloce", con la presentazione del D.M. che disciplinerà le operazioni. Si tratta della procedura di assunzione in ruolo in regione/provincia diversa da quella di pertinenza (prevista dall'art.1 commi da 17 a 17-septies del D.L.126/2019) che si può attivare una volta concluse le normali operazioni di assunzione a tempo indeterminato, qualora residuino posti vacanti e disponibili. A tal fine, l'elenco dei posti residuati sarà reso noto sui siti degli Uffici Regionali una volta ultimate le annuali operazioni di immissione in ruolo. Nel caso siano in fase di svolgimento le nuove procedure concorsuali, saranno accantonati i posti ad esse destinati.
Gli aspiranti presenti nelle graduatorie concorsuali di una regione potranno scegliere una o più province di una Regione diversa da quella di pertinenza; gli aspiranti presenti nelle GaE potranno scegliere le province di una regione diversa oppure, in alternativa, altre province della stessa regione in cui sono attualmente inseriti in graduatoria.
Si potrà partecipare, avendone titolo, per più classi di concorso, ma regioni e province richieste dovranno essere in ogni caso le stesse. Prevista la possibilità di indicare con quale ordine di priorità dovranno essere esaminate le domande, scegliendo l'ordine di gradimento tra le province prescelte e, per ciascuna provincia prescelta, l'ordine di gradimento tra le diverse tipologie di posto/classe di concorso per cui si partecipa.
Le assunzioni riguarderanno tutte le graduatorie (G.M 2016 , GMRE 2018 della secondaria, Concorso straordinario infanzia/primaria, GaE) e saranno disposte rispettando la ripartizione al cinquanta per cento tra concorsi e GaE, riservando comunque al concorso il posto eccedente nel caso in cui il numero dei posti sia dispari.
Per quanto riguarda le graduatorie concorsuali, l'ordine di priorità sarà il seguente: 
  • graduatorie di concorsi pubblici, per titoli ed esami, nell'ordine cronologico di emanazione dei bandi
  • graduatorie di concorsi riservati selettivi, per titoli ed esami, nell'ordine cronologico di emanazione dei bandi
  • graduatorie di concorsi riservati non selettivi nell'ordine cronologico di emanazione dei bandi
Gli Uffici Scolastici Regionali pubblicheranno gli elenchi degli aspiranti graduati sulla base del punteggio posseduto; è prevista la compensazione tra GaE e concorsi, in caso di esaurimento degli aspiranti in uno dei due elenchi.
Il termine delle operazioni è fissato, a regime, entro il 10 settembre, con possibile deroga per le operazioni relative all'a.s.2020/21.
I tempi per la presentazione delle domande dovrebbero essere piuttosto ristretti, il Ministero ipotizza che tutta la procedura si svolga in pochi giorni.

Sui precari accordo inadeguato, poche risorse per tornare a scuola in sicurezza. Proclamato lo stato di agitazione

Mar, 26/05/2020 - 15:04
Mentre è in corso in Senato l’esame del Decreto scuola che, tra i suoi obiettivi, ha l’immissione in ruolo di 24.000 docenti precari con almeno 36 mesi di servizio, i cinque maggiori sindacati del settore (FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA RUA, SNALS CONFSAL E GILDA UNAMS), del tutto insoddisfatti delle mediazioni politiche raggiunte fra i gruppi di maggioranza, hanno inviato ai ministeri competenti una richiesta di svolgimento del tentativo di conciliazione, sancendo formalmente lo stato di agitazione della categoria.
Gli esiti dell’incontro notturno di maggioranza hanno definito un quadro che ora deve passare il vaglio parlamentare, ma dai sindacati arriva un giudizio di totale insoddisfazione.
Le organizzazioni sindacali hanno sottoscritto accordi, con due governi e tre ministri, proprio su questa materia e responsabilmente hanno condiviso le linee guida su cui aprire un dibattito serio e costruttivo per riaprire le scuole a settembre. Un impegno volto ad individuare soluzioni praticabili, come nell’accordo sottoscritto qualche giorno fa per lo svolgimento degli esami di Stato.
Stiamo parlando di docenti e personale ATA che saranno pochi rispetto all’organico necessario per affrontare la riapertura, che impone fra l’altro l’adozione di misure organizzative di cui ogni giorno emergono anticipazioni più o meno fondate.
L’unica certezza, al momento, è che Il prossimo anno scolastico si presenta con un numero di precari mai visto prima, oltre 200 mila.
In questo contesto, che impone di guardare con estrema attenzione alla chiusura di questo anno scolastico e alla ripresa del prossimo, l’intesa di maggioranza decide di chiudere gli occhi di fronte alla realtà e rinviare le azioni nel tempo; con un accordo tutto teso a salvaguardare ruoli e rapporti politici nella maggioranza, si stravolge l’intero percorso fin qui compiuto con un lavoro durato oltre un anno.
L’esigenza, da tutti avvertita e fortemente rivendicata dai sindacati, di mettere in ruolo al primo settembre almeno una parte dei precari, che hanno permesso per anni e anni di fare funzionare la scuola, è stata alla base del confronto, volto a costruire anche attraverso il superamento della precarietà troppo diffusa un progetto di sviluppo del sistema scolastico che oggi deve in più affrontare i temi collegati all’uscita da un’emergenza senza precedenti.
Servono risorse, serve confronto sindacale, serve rispetto per gli accordi.
Si procede, invece, con atteggiamenti predeterminati e di contrasto. Non è questo il modo migliore per favorire una ripartenza del sistema scolastico sorretta da forti elementi di condivisione e collaborazione.
La richiesta di conciliazione che oggi abbiamo inviato al ministero vuole essere un richiamo alla realtà per una politica governativa che ne appare spesso disancorata, affidata a narrazioni improntate a un forzato ottimismo.
I problemi della scuola erano tanti e urgenti già prima che irrompesse l’emergenza della pandemia: progettare un ritorno alla didattica in presenza, di cui tutti avvertiamo impellente bisogno, significa oggi mettere in campo uno sforzo straordinario, fatto di investimenti, ma anche di rispetto e valorizzazione delle energie professionali di cui la scuola dispone, mettendo le istituzioni scolastiche in condizione di esprimersi e di operare al meglio. Roma, 26 maggio 2020 FLC CGIL
CISL SCUOLA
UIL SCUOLA RUA
SNALS CONFSAL
GILDA UNAMS

Gissi: per riaprire le scuole in sicurezza molti i problemi da affrontare, e il personale non basta

Mar, 26/05/2020 - 11:33
Non sarà impresa facile organizzare le attività scolastiche per gruppi ridotti, come impongono le misure anticontagio: molte delle ipotesi su cui si sta ragionando, impattano con una situazione che la CISL Scuola ha tentato di mettere a fuoco, ricavandone dati piuttosto preoccupanti. Attraverso la rete dei propri rappresentanti nelle RSU, e interpellando direttamente i propri iscritti Dirigenti Scolastici, il sindacato di Maddalena Gissi ha fotografato una realtà con la quale non sarà semplice misurarsi.
Da quanto ci dicono le 3.500 risposte a un nostro questionario – afferma la segretaria generale CISL Scuola - la capienza delle nostre aule consente di ospitare in sicurezza, cioè applicando i criteri di distanziamento fra i banchi, meno di dieci alunni nel 32% dei casi, e un numero compreso tra 10 e 15 nel 52,8%. Solo una minima percentuale delle aule ne potrebbe accogliere un numero maggiore”.
Da qui la necessità, spesso indicata come possibile soluzione, di poter utilizzare spazi alternativi alle aule, all’aperto o al chiuso. Ma anche in questo caso le chance non sembrano molte: “La possibilità di utilizzare spazi esterni alternativi all’aula è limitata a meno della metà delle nostre scuole (48%), un quinto della quali non ha questa possibilità (21,5%), o la può avere solo per una minima parte dei propri edifici (30,48%). Se poi si pensasse di rimodulare ad uso aula spazi di diversa destinazione, le cose non andrebbero meglio: impossibile farlo con le mense nel 75% dei casi, va un po’ meglio per le palestre, laddove ci sono, ma la praticabilità di questa soluzione non arriva al 40%. A disporre di spazi ampi come aula magna o teatro, è solo il 26% delle scuole”.
Per quanto riguarda le strutture, e a prescindere dallo stato degli edifici, emerge che quasi il 20% degli stessi non ha la possibilità di utilizzare in modo distinto varchi per l’ingresso e l’uscita. “Mi auguro che il Ministero disponga di una mappatura puntuale e completa della situazione, cui fare riferimento per approntare le misure necessarie a riaprire le scuole in condizioni di sicurezza per alunni, le loro famiglie e il personale scolastico. Se i nostri fossero smentiti saremmo i primi a esserne contenti, temo però che siano molto rispondenti al vero e che dimostrino come il lavoro da fare sia tanto, mentre il tempo a disposizione non è moltissimo. Dobbiamo prepararci a un anno scolastico in cui serviranno modalità organizzative particolari, soprattutto per consentire il lavoro in presenza con gruppi ristretti di alunni. Difficile allora pensare che non serva, almeno per quest’anno, avere insegnanti in più, ma non solo quelli. L’85% degli intervistati ritiene che il numero di collaboratori scolastici in servizio non sia sufficiente a coprire il fabbisogno per l’organizzazione di turni nelle attività didattiche, né per far fronte alle aumentate esigenze di sorveglianza e assistenza. Invece rischiamo di ritrovarci con risorse di personale già a stento sufficienti per una situazione ordinaria, avendone di fronte una ben più difficile e complessa. Nel frattempo l’intesa pasticciata in materia di reclutamento ci regalerà l’ennesimo record di precari”. Roma, 26 maggio 2020 UFFICIO STAMPA CISL SCUOLA

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